Mariupol, morta la donna incinta fotografata dopo il bombardamento sull’ospedale pediatrico

"Uccidetemi ora!", aveva urlato la donna rivolgendosi ai dottori che cercavano di salvarla pochi minuti dopo l'attacco.

Donna incinta fotografata a Mariupol mentre veniva trasportata d'urgenza in un altro ospedale, è morta - Foto di Twitter
Donna incinta fotografata a Mariupol mentre veniva trasportata d’urgenza in un altro ospedale, è morta – Foto di Twitter

La donna incinta che era stata fotografata mentre veniva evacuata dall’ospedale pediatrico di Mariupol, è morta insieme al suo bambino. A dare la notizia, l’Associated Press.

Era stata trasportata d’urgenza in un altro ospedale dopo l’attacco russo della scorsa settimana ed era stata fotografata distesa su una barella mentre si teneva con le mani il grembo insanguinato.

L’immagine, scattata come molte altre nello stesso luogo, da Evgeniy Maloletka, è stata pubblicata da decine di giornali e siti in tutto il mondo, diventando virale in pochi minuti e la donna è diventata il simbolo del bombardamento all’ospedale di maternità dov’era ricoverata per partorire, insieme a quella della blogger e influencer Marianna Podgurskaya, anche lei incinta, che ha dato alla luce la figlia Veronika nei giorni scorsi, il 10 marzo.

Come detto, la donna era stata trasportata in un altro nosocomio, dove i medici, nonostante il rapido intervento, non sono riusciti a salvare la vita né alla donna né al figlioletto. Era arrivata in sala operatoria con il bacino schiacciato e l’anca staccata. Dopo il taglio cesareo il bambino non ha mostrato segni di vita. Dopo trenta minuti anche la mamma è morta in rianimazione.

Non si conosce il nome della donna

Uccidetemi ora!”, aveva urlato la donna rivolgendosi ai dottori che cercavano di salvarla pochi minuti dopo l’attacco. Aveva già capito di aver perso il bambino. Il suo nome non è ancora noto: nei caos seguito al bombardamento, riferisce Associated Press, i medici non sono riusciti a trascriverlo prima che il marito della donna venisse a prendere il suo corpo e quello del figlioletto: “Almeno qualcuno è vento a prenderli”, hanno affermato i medici. Se così non fosse stato, sarebbero finiti in una fossa comune scavata a Mariupol.

Le condizioni a Mariupol sono sempre più drammatiche. Mancano cibo, acqua, elettricità e riscaldamento. L’ultimo aggiornamento delle autorità locali riporta il bilancio di almeno 2.500 civili morti nella città sul Mar d’Azov.