Caro carburanti, nuovo colpo di scena: cosa cambia da oggi 14 marzo

Caro carburanti, nuovo colpo di scena: cosa cambia da oggi 14 marzo. Stiamo attraversando il periodo più difficile di sempre

I prezzi di benzina e diesel sono ormai fuori controllo e confrontando la situazione con gli altri paesi europei l’Italia sembra tra quelli messi peggio.

Prezzi benzina
Prezzi benzina e diesel alle stelle (Ansafoto)

La situazione sta diventando rapidamente insostenibile. La guerra in Ucraina ha aggravato un trend a dir poco folle dall’inizio del 2022. Un litro di benzina ha superato abbondantemente i 2 euro e 30 centesimi, toccando picchi senza precedenti. Solo parzialmente i prezzi del petrolio possono giustificare questo innalzamento senza controllo, considerando che con il greggio più o meno sullo stesso livello qualche anno fa, il carburante era costantemente sotto i 2 euro. L’Italia, come altri paesi europei, deve correre ai ripari per salvaguardare le finanze dei propri cittadini, già vessati da due anni durissimi. Nel frattempo però non si fermano le proteste da parte di cittadini ed addetti ai lavori. Non solo gli autotrasportatori, ma ora anche i titolari di pompe di benzina incroceranno le braccia. A partire dal 14 marzo infatti, verranno chiusi gli impianti self service come gesto di protesta nei confronti del caro carburanti, di cui gli stessi titolari di stazioni di servizio diventano vittime.

Caro carburanti, arriva una nuova protesta: chiusure dal 14 marzo

Caro carburanti
Caro carburanti (AnsaFoto)

Per spiegare bene la dinamica ha parlato il presidente di Faib-Confesercenti, l’associazione dei gestori delle pompe di benzina, Enzo Nettis.

“Lo avevamo annunciato nei giorni scorsi e ora siamo costretti a farlo. Benzina e gasolio aumentano, ma il ricavo dei benzinai rimane fisso: circa 3 centesimi e mezzo al litro. In compenso, i litri erogati diminuiscono a causa dell’incremento dei prezzi e i costi di gestione aumentano”. A questo va aggiunto l’aumento incredibile delle bollette elettriche per tutti i benzinai, che secondo Nettis: “E’ del 135%; in un anno sarebbero 10.000 euro in più per ciascun un impianto. Così si mette a rischio la sopravvivenza stessa di molte imprese. Siamo coscienti che la nostra decisione potrà comportare qualche disagio per i consumatori, ma siano anche convinti di avere la loro solidarietà, perché noi e loro siamo ugualmente vittime di questa situazione”.

Poi il presidente Faib-Confesercenti ha concluso: “Ci indigna l’assoluta indifferenza del governo, che non può limitarsi a far cassa grazie all’incremento del gettito dovuto a Iva e accise varie. È proprio in tema di accise che lanciamo una proposta, magari non risolutiva ma certamente in gradi di alleggerire i contraccolpi della crisi. Il governo intervenga immediatamente dando applicazione a quanto previsto dalla legge 244/07, in tema di ‘accisa mobile (o anticiclica)’ che consente , da una parte, di sterilizzare gli aumenti della tassazione sui carburanti e, dall’altra, di creare un minimo di stabilità per famiglie ed operatori economici”. Vedremo se l’esecutivo recepirà la proposta.