Crisi energetica, Legambiente a iNews24: “Si torna a parlare di gas e carbone, mentre aumentano gli eventi climatici estremi”

La crisi del gas, secondo l'architetta Sibilla Amato, “è la conseguenza di una politica energetica sbagliata. Negli ultimi decenni non sono state abbastanza diversificate le fonti energetiche”.

Energia rinnovabile - Foto di Ansa Foto
Energia rinnovabile – Foto di Ansa Foto

Le vicende di questi giorni dimostrano l’imprudenza che c’è stata nel non diversificare le fonti energetiche e i nostri fornitori in questi anni”. Così, ai microfoni di iNews24, Sibilla Amato, architetta dell’ufficio energia di Legambiente, sulla crisi del gas: “Il preludio dei giorni scorsi del premier Mario Draghi, doveva essere il preludio rispetto a una rivoluzione politico-strategica rispetto al settore energetico italiano, invece si è tornati a parlare di gas e carbone. Tutto ciò mentre aumentano gli eventi climatici estremi”. Amato dà anche qualche consiglio per ridurre il consumo del gas in casa. 

La crisi del gas colpirà maggiormente l’Italia tra tutti i Paesi europei. Come valuta la situazione?
La situazione è abbastanza preoccupante, considerando che nel nostro Paese, oltre al fabbisogno di energia termica, il 60% anche di energia elettrica è soddisfatto da fonti fossili e in particolar modo dal gas. Il 45% di fornitura del gas è importato dalla Russia. Se nel corso degli anni avessimo investito maggiormente sulle fonti di energia rinnovabili, in particolare solare ed eolico e se avessimo avuto lo stesso incremento che c’è stato nel triennio 2010-2013, oggi l’Italia avrebbe potuto ridurre il consumo di gas metano di 20 miliardi di metri cubi all’anno, riducendo le importazioni dalla Russia di circa il 70% rispetto alla quota attuale”;

Il rischio che consegue dal conflitto in corso tra Russia ed Ucraina quindi, si poteva prevenire?
È la conseguenza di una politica energetica sbagliata. Come ha detto il premier Mario Draghi, negli ultimi decenni non sono state abbastanza diversificate le fonti energetiche”;

Quali misure potrebbero essere messe in campo adesso per risolvere la crisi del gas e il caro bollette?
Il problema del caro bollette potrebbe essere considerato, da un lato rispetto al tipo di fonti energetiche che utilizziamo nei nostri appartamenti. Circa il 50% del fabbisogno delle famiglie italiane è coperto dal gas. Questo dato è stato costante negli ultimi anni. Dall’altra parte invece, c’è il problema della pessima qualità del patrimonio edilizio italiano. Patrimonio “colabrodo”, perché vecchio. Il 60% degli edifici ha più di 45 anni, quindi sono stati costruiti prima della legge che tratta la sicurezza sismica e anche di quella sull’efficienza energetica. Buona parte dell’energia che utilizziamo per rispondere ai nostri fabbisogni energetici, viene dispersa. Quindi da un lato è fondamentale incrementare le fonti rinnovabili, dall’altro c’è un lavoro da fare sull’efficienza energetica del patrimonio edilizio. Questo avrebbe ripercussioni positive a cascata che vanno dalla riduzione delle spese annuali delle famiglie, al miglioramento della qualità di vita, al comfort nelle abitazioni. E ovviamente ciò permetterebbe di abbassare di molto le emissioni climalteranti del settore edile”;

Quali sono, in generale, gli orizzonti dell’energia in Italia?
Il 25 febbraio Mario Draghi, spiegando le ripercussioni del conflitto in Ucraina e le conseguenze che causerà sull’economia nazionale, ha affermato che il maggior problema riguarda il settore dell’energia, che è già stato colpito dai rincari di questi ultimi mesi. Circa il 45% del gas che importiamo proviene della Russia. Le vicende di questi giorni dimostrano l’imprudenza che c’è stata nel non diversificare le fonti energetiche e i nostri fornitori. Questa constatazione di Draghi doveva essere il preludio rispetto di una rivoluzione politico-strategica del settore energetico nel nostro Paese, invece si è tornati a parlare di gas e carbone. Tutto ciò mentre gli eventi climatici estremi aumentano. Dal 2010 ad oggi ci sono stati più di 1700 quelli che hanno colpito l’Italia con conseguenze drammatiche sia per i territori sia per la salute degli abitanti. Non c’è stata la lungimiranza di puntare sulle energie rinnovabili. C’è la necessità di ridurre le emissioni del settore energetico seguendo la roadmap del Piano nazionale integrato energia e clima”;

Quali sono i consigli che darebbe alle famiglie per consumare meno gas in casa?
Sicuramente l’energia più economica è quella che non utilizziamo. Da una parte i consigli possono essere di natura strutturali rispetto all’edificio. I lavori di efficientamento energetico attraverso l’installazione di “sistemi a cappotto” o di insufflaggio. Il cambio dei serramenti, piuttosto che isolare i cassettoni delle tapparelle. Ma anche interventi meno strutturali, come apporre un pannello di sughero tra il radiatore e la parete, affinché questo assorba la dispersione della parete e quindi lasci il calore prodotto dal radiatore all’interno dell’appartamento. Inoltre è fondamentale adottare le cosiddette buone pratiche nelle abitazioni. Ad esempio, mantenere temperature basse in casa, intorno ai 19 gradi, o prediligere la doccia piuttosto che il bagno. La sostituzione del classico piano cottura con uno a induzione o elettrico. Cambiare, a fine vita, la caldaia tradizionale utilizzando pompe di calore. Se possibile, dotarsi dei pannelli fotovoltaici con sistemi di accumulo, perché buona parte dell’energia elettrica nazionale in questo momento è prodotta dal gas”.