Quarta dose universale, Di Perri a iNews24: “Mi auguro che possa avvenire con un vaccino aggiornato a Omicron”

“Il fatto che non contenga materiale genetico potrebbe convincere qualche no-Vax a vaccinarsi”, aggiunge l'infettivologo.

Giovanni Di Perri - Foto di Ansa Foto
Giovanni Di Perri – Foto di Ansa Foto

Il fatto che Novavax non contenga materiale genetico potrebbe convincere qualche no-Vax a vaccinarsi. Una parte di loro, di fronte a un vaccino convenzionale, potrebbe ripensarci”. Ai microfoni di iNews24, responsabile delle malattie infettive dell’ospedale Amedeo di Savoia di Torino.

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Professore, il vaccino Novavax arriverà in Italia nel prossimo fine settimana. In cosa si differenzia da Pfizer e Moderna?
Strutturalmente è un vaccino convenzionale. Assomiglia a quelli che già usavamo, tipo l’antitetanica. Presenta una proteina che stimola le nostre difese immunitarie a riconoscere il virus. Pfizer e Moderna, con delle particelle lipidiche introducono il codice genetico che le nostre cellule traducono nella proteina Spike. Con Novavax si ha la proteina pre-formata. Questo vaccino, per essere costruito, si è avvalso di altissime tecnologie di biosintesi in vitro. Cioè ha usato bioreattori con delle cellule prese dal ventre di un insetto che produce la proteina, che viene a sua volta introdotta in queste cellule con un maculovirus. Benché il vaccino sia convenzionale quando viene consegnato pronto all’uso, in realtà dietro alla produzione c’è tantissima innovazione, anche nella matrice di supporto, un adiuvante a grandissime prestazioni”;

Quali sono i punti a favore di Novavax?
Il fatto che non contenga materiale genetico potrebbe convincere qualche no-Vax a vaccinarsi. Una parte di loro, di fronte a un vaccino convenzionale, potrebbe ripensarci”;

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E i punti a sfavore?
Come gli altri vaccini, anche Novavax è stato tarato sul virus originario di Wuhan. Ciò vuol dire che purtroppo con le varianti pagherà quello che pagano Pfizer e Moderna”;

Dal primo marzo comincerà la somministrazione della quarta dose ai fragili e agli immunodepressi. Walter Ricciardi ha annunciato che forse, in autunno potrebbe essere utile una dose ulteriore su larga scala. 
È un’opzione sul tavolo, ma mi auguro che una quarta dose universale possa avvenire con un vaccino riformulato, cioè aggiornato alla variante Omicron. Pfizer lo sta studiando, Moderna addirittura sta cercando un’opzione che possa essere efficace per tutte le varianti. Per quanto riguarda i fragili, potremmo entrare in un ordine procedurale che preveda un richiamo annuo aggiornato alla variante circolante”;

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Come per il virus influenzale…
Un po’ com’è con il vaccino anti-influenzale. Le industrie sono già pronte a un programma del genere. È chiaro che in fase emergenziale hanno dovuto produrre sieri per tutto il mondo, ma adesso dovranno tararsi su una produzione periodica e prepararsi anche agli aggiornamenti”;

L’Oms ha reso noto che la sottovariante di Omicron 2 (BA.2) non causa forme più gravi di malattia rispetto a Omicron (BA.1).
Non dovrebbe. Evoluzionisticamente i virus respiratori tendono a varianti meno virulente per poter continuare a sopravvivere. Con perdita di virulenza che c’è stata con Omicron, è difficile pensare che si possa tornare indietro”;

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Arriveranno altre varianti?
Ce ne saranno altre che cercheranno di eludere il nostro sistema di difesa. Ma se avessimo avuto i numeri dei contagi di Omicron con la variante Delta sarebbe stato un inferno dantesco. Abbiamo report clinici molto chiari che ci dicono che, a parità di condizioni, con Omicron c’è la riduzione di probabilità di ricovero del 60%”;

Stiamo uscendo dalla pandemia?
Le cose sono migliorate molto. In prospettiva abbiamo un Paese vaccinato e rivaccinabile. La variante Omicron ha causato un maggior numero di casi spontanei rispetto alle altre. Quest’ultima ondata è durata meno perché ha colpito le sue prede più rapidamente. Ci troviamo ufficialmente con almeno 15 milioni di italiani che si sono contagiati. Il prossimo autunno si sarà un leggermente ridotta la copertura vaccinale e in quel momento potremo intervenire con i richiami aggiornati”;

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Siamo pronti per togliere le mascherine al chiuso?
Siamo vicini a toglierle, ma al momento vanno ancora indossate. Io ho 63 anni e preferisco non infettarmi. Gli italiani hanno dimostrato molta intelligenza in questa pandemia e continueranno a indossarla. È meglio toglierle gradualmente”;

È stato respinto l’emendamento della Lega per togliere l’obbligo del Green pass il 31 marzo. È presto anche per eliminare la certificazione verde?
La politica strategica dell’Italia è stata caratterizzata da prudenza e progressività. Indubbiamente questo ci ha fatto vivere il miglior autunno di tutto il mondo occidentale, sia in termini di produzione economica, di crescita del Pil, abbiamo mandato i nostri figli a scuola e siamo andati allo stadio, mentre gli altri chiudevano. Questo è stato possibile grazie ai vaccini ma anche grazie alle restrizioni. Quindi adesso non c’è fretta. Omicron causa ancora causa diverse migliaia di casi al giorno. Possiamo ancora ritardare una ventina di giorni. Io posso dirlo, perché non sono in campagna elettorale”;

I Paesi Ue dovrebbero revocare la “restrizione temporanea dei viaggi non essenziali verso l’Unione per le persone vaccinate con un vaccino approvato dall’Ue o dall’Oms, a condizione che abbiano ricevuto l’ultima dose del ciclo di vaccinazione primario almeno 14 giorni e non più di 270 prima dell’arrivo o abbiano ricevuto una dose di richiamo”. È d’accordo?
Mi sembra ragionevole e non c’è niente di strano. È giusto viaggiare col Green pass e che, in caso di controlli, si sia ordine con la vaccinazione”.