Giorno della Memoria per le vittime dell’Olocausto, Papa Francesco: “Mai più quella crudeltà”

Il Papa lancia anche un appello ai genitori: "Mai condannare i figli per un orientamento sessuale diverso".

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 Papa Francesco (Getty Images)

Penso ai genitori di fronte ai problemi dei figli” o ai “genitori che vedono orientamenti sessuali diversi nei figli: come gestire questo e accompagnarli e non nascondersi in un atteggiamento condannatorio”. Sono le parole di Papa Francesco, pronunciate questa mattina nel corso dell’udienza generale.

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Mai condannare un figlio”, ha aggiunto il Pontefice. “A questi genitori dico: non spaventarti, c’è tanto dolore, tanto”, ma si può pregare, come ha fatto San Giuseppe, e chiedere aiuto a Dio. Francesco ha anche ricordato quando era arcivescovo a Buenos Aires e provava “tanta tenerezza” quando “andavo nel bus e passano davanti al carcere e c’era la coda delle persone che dovevano entrare per visitare i carcerati e c’erano le mamme lì”. 

Il pensiero di Papa Francesco alla crisi in Ucraina

Il Pontefice ha anche invitato i fedeli a pregare per la pace in Ucraina: “È un popolo che merita la pace. Le preghiere e le invocazioni che oggi si levano fino al cielo, toccano le menti e i cuori dei responsabili in terra, perché facciano prevalere il dialogo e il bene di tutti sia anteposto agli interessi di parte. Per favore, mai la guerra! Preghiamo per la riconciliazione e la concordia”. 

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Giorno della Memoria, Papa Francesco: “Costruire un futuro dove la dignità umana non venga calpestata”

Un pensiero inoltre, per la Giornata internazionale della Memoria per le vittime dell’Olocausto, che si celebra domani: “È necessario ricordare lo sterminio di milioni di ebrei e persone di diverse nazionalità e fedi religiose. Non deve più ripetersi questa indicibile crudeltà. Faccio appello a tutti, specialmente agli educatori e alle famiglie, perché favoriscano nelle nuove generazioni la consapevolezza di questo orrore, di questa pagina nera della storia. Essa non va dimenticata affinché si possa costruire un futuro dove la dignità umana non sia calpestata”.