Cashback, spunta la proposta ufficiale: consumatori con il fiato sospeso

Cashback, spunta la proposta ufficiale: consumatori con il fiato sospeso. Il governo sta studiando una modifica alla riforma fiscale

Il ritorno del cashback, anche se non quello di Stato, è un’ipotesi credibile? Da qualche giorno assolutamente sì, perché esiste una proposta ufficiale messa nero su bianco in un documento approvato dalla  Commissione Anagrafe tributaria di Camera e Senato.

Cashback, spunta la proposta ufficiale (ANSA)

Si tratterebbe, almeno nelle ipotesi, di un cashback fiscale, alternativo al recupero delle detrazioni nella dichiarazione dei redditi. Ed è questo che compare nel documento ‘Indagine conoscitiva sulla digitalizzazione e interoperabilità delle banche dati fiscali’. La finalità è quindi quella di far diventare alcune detrazioni fiscali rimborsi immediati sul conto corrente dei contribuenti.

Non un cashback generalizzato quindi, come è stato nei primi sei mesi del 2021, ma solo collegato ad alcune tipologie di spese. In pratica un sistema di rimborso diretto delle agevolazioni fiscali, collegato sempre all’uso degli strumenti di pagamento elettronici. Come spiega ‘Il Sole 24 Ore’ “punterebbe a sovvertire il concetto stesso di detrazione fiscale. Anziché uno scomputo dalle imposte (nella dichiarazione dell’anno successivo) un rapido accredito su conto corrente”.

Cashback, spunta la proposta ufficiale: il rimborso torna per alcune categorie di spese

Ma come può funzionare questo nuovo cashback 2022? Sfruttando la stessa tecnologia dello scorso anno, cioè App IO. Sui passerà da quella per accreditare direttamente in conto corrente le detrazioni fiscali destinate a tutte le tipologie di spese detraibili. E il principio sarebbe lo stesso del 2021, far emergere l’economia sommersa aumentando al tempo stesso l’equità fiscale.

(Pixabay)

Il rimborso diretto sul conto corrente indicato dal consumatore sarebbe un’alternativa alle classiche detrazioni fiscali, non un obbligo. E la cifra sarebbe pari allo sgravio fiscale che spetta in base alla spesa sostenuta. Nel mirino ci sono ad esempio le detrazioni al 
19% per le spese sanitarie, che sono tra le più comuni per tutti gli italiani e hanno già comunque una franchigia massima.

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La proposta quindi esiste anche se al momento la discussione è bloccata per l’attività del Parlamento impegno nell’elezione del Presidente della Repubblica. Ma alla ripresa delle singole Commissioni si tornerà a parlare anche di questo e i consumatori italiani tornano a sperare-.