Elezioni Quirinale, prima votazione dalle 15: prevista una valanga di schede bianche

L’idea è concludere le operazioni in circa 4 ore e mezza. Quindi il primo risultato arriverà intorno all’ora di cena. 

Quirinale (foto Ansa)

Una valanga di schede bianche. Questo è l’orizzonte che si prospetta in occasione del primo scrutinio per il voto al Quirinale, previsto per oggi, lunedì 24 gennaio. Dopo il ritiro di Silvio Berlusconi, è venuto a mancare anche un accordo nel centrodestra, mentre nel centrosinistra sono ancora in corso trattative e nel corso delle ultime settimane nessun nome ufficiale è mai venuto fuori. La situazione, alla prima chiama per le elezioni del nuovo presidente della Repubblica sembra in alto mare più di venerdì sera, quando il Cavaliere non aveva ancora ufficialmente sciolto la riserva. Oggi è il giorno dei grandi elettori: 1.008 in totale, tra 321 senatori, 629 deputati e 58 delegati regionali. 

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La prima chiama è prevista per le 15 e le schede bianche serviranno quantomeno a capire la direzione verso cui si sta andando. Anche i positivi al Covid potranno votare grazie alla decisione del presidente Roberto Fico di permettere di esprimere le preferenze anche attraverso il voto drive-in. 

A causa della pandemia le elezioni andranno avanti a ritmo di una al giorno con 200 persone al massimo ammesse in aula e 50 grandi elettori chiamati a turno all’ingresso per votare. La chiama avverrà in ordine alfabetico e i primi a votare saranno i senatori (prima quelli a vita), poi i deputati (dalle 16.40) e infine i delegati regionali (dalle 19.25). 

Concluse le elezioni sia all’interno che all’esterno, Fico leggerà i nomi delle schede all’Aula mentre i funzionari di Montecitorio terranno il conto. L’idea è concludere le operazioni in circa 4 ore e mezza. Quindi il primo risultato arriverà intorno all’ora di cena. 

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Il punto della situazione

Per l’elezione ai primi tre scrutini è richiesta la maggioranza dei due terzi dell’assemblea, ovvero un quorum da 672 grandi elettori fino ad oggi raggiunto solo nel 1948 con l’elezione di Enrico De Nicola, nel 1985 con Francesco Cossiga e nel 1999 con Carlo Azeglio Ciampi. Dal quarto scrutinio in poi invece, è richiesta la maggioranza assoluta, quindi un quorum di 505 preferenze. 

Il centrodestra conta 453 grandi elettori tra Lega, Forza Italia – Udc, Fratelli d’Italia, Coraggio Italia, Noi con l’Italia – Rinascimento e Diventerai Bellissima. Un seggio resterà vacante dopo la morte di Vincenzo Fasano, deputato FI. Il centrodestra ha 55 voti in meno del necessario. Il centrosinistra conta invece 405, tra Partito democratico, Movimento 5 Stelle, LeU. Inevitabile considerare anche Italia Vita, il Gruppo Misto e i voti dei senatori a vita non iscritti a gruppi, tra cui Italexit, Alternativa, Europa Verde, Autonomia, Maie – Altri, Centro democratico, Azione e +Europa.