Quirinale, i partiti temono il definitivo commissariamento della politica: il totonomi dei candidati

Per allontanare questa ipotesi sta prendendo corpo l'idea di trovare una difficile convergenza da costruire in extremis, quando le urne stanno per aprirsi.

Corsa al Quirinale, i possibili candidati - Foto di Ansa Foto
Corsa al Quirinale, i possibili candidati – Foto di Ansa Foto

Il nodo cruciale dell’elezione al Quirinale non è tanto la scelta del centrodestra che pende dalla decisione di Silvio Berlusconi. Piuttosto il timore di finire con un tecnico al Quirinale e un altro a Palazzo Chigi, segnando il definitivo commissariamento della politica italiana. I partiti vorrebbero riguadagnare il ruolo perso negli ultimi anni e vedono nell’elezione del presidente della Repubblica un’occasione di rilancio. Temono però che con Draghi al Colle si possa verificare una crisi politica. Alla presidenza del Consiglio infatti, nessuna forza sarebbe in grado di rivendicare la guida di un governo di larghe intese e quindi la carica rischierebbe di finire a un tecnico.

LEGGI ANCHE: Covid: la pandemia rallenta in Italia. Quali sono le Regioni a rischio zona arancione

Per allontanare questa ipotesi sta prendendo corpo l’idea di trovare una difficile convergenza da costruire in extremis, quando le urne stanno per aprirsi. Finora, al termine di ogni incontro si è tornati sempre a Mario Draghi, criticato dai leader di maggioranza perché “non è disposto a fare accordi politici di cui ci sarebbe invece bisogno”. Ma lo scopo del premier è non restare incastrato in manovre di parte. 

Vediamo, uno per uno, i possibili candidati

Mario Draghi: il nome dell’attuale premier è stato uno dei primi a girare nei corridoi dei Palazzi di potere. Ma la sua salita al Colle dovrebbe fare i conti con un’opinione pubblica che non vuole perderlo come premier. Dalla sua ha il vantaggio di aver rappresentato una larga maggioranza e la sua autorevolezza in Europa. Nel caso in cui diventasse il nuovo presidente della Repubblica si porrebbero molti interrogativi sul futuro del Governo. 

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE: Addio a Meat Loaf: il rocker è morto a 74 anni con la moglie Deborah al suo fianco

Silvio Berlusconi: il centrodestra pende dalle sue labbra. Tutti attendono che sciolga la riserva dopo che con un comunicato congiunto, la scorsa settimana l’intera coalizione ha riconosciuto il Cav come leader indiscusso. Nelle prossime ore è attesa la sua decisione. Figura divisiva per antonomasia, è considerato dal centrodestra l’unico candidato meritevole del ruolo di Capo dello Stato, sia per esperienza che per personalità. Tuttavia la sua candidatura non è ancora stata formalizzata. Dall’altra parte c’è il centrosinistra che non appoggia la sua elezione, perché teme che non possa essere garanzia di tutte le forze politiche.

Sergio Mattarella: in tutti i modi il presidente della Repubblica ha detto di non volere il bis per motivi di fedeltà alla Costituzione. Tuttavia il centrosinistra lo vorrebbe ancora al Colle. 

LEGGI ANCHE: Elezioni Quirinale, Letta incontra Renzi: “Siamo in alto mare, ma è normale”

Paola Severino: è già stata la prima donna a ricoprire la carica di ministra della Giustizia. Alcuni sognano che possa essere anche la prima donna alla presidenza della Repubblica italiana. La sua competenza e la non appartenenza a nessuna delle forze in campo potrebbero rappresentare un surplus nella scelta. 

Dario Franceschini: l’attuale ministro della Cultura, alla possibilità di vedersi al Quirinale ha affermato: “Non dite scemenze”. Ma in molti lo vedono come il vero possibile successore di Mattarella, sia per amicizie sia per impostazione politico-culturale.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE: Barricato in casa a Viareggio: i Nocs lo catturano dopo otto ore

Giuliano Amato: Piedi ben piantati nella Prima Repubblica, il giudice costituzionale è anche il favorito per diventare il prossimo presidente dell’Alta Corte. La Lega e Fratelli D’Italia però potrebbero non sostenerlo e lo stesso vale per il Movimento 5 Stelle, per il quale rappresenta un ostacolo il passato con Bettino Craxi. Tuttavia la sua elezione potrebbe essere una garanzia per la continuità del Governo Draghi.

Maria Elisabetta Alberti Casellati: l’attuale presidente del Senato è la probabile indicazione di Silvio Berlusconi se decidesse di non candidarsi al Quirinale. Il suo punto debole è che non piace al centrosinistra. 

GUARDA ANCHE: Napoli, disoccupati in piazza: “Vogliamo lavoro, non assistenzialismo”

Letizia Moratti: sarebbe lei la vera carta a sorpresa di Matteo Salvini condivisa anche da Giorgia Meloni. Già sindaca di Milano, il suo nome piace sicuramente alla Lega e a molti parlamentari del Nord. Ma potrebbe trovare l’ostacolo del Movimento 5 Stelle, oltre che quella di Fratelli d’Italia. Silvio Berlusconi le ha proposto la guida della campagna per la Lombardia del 2023, ma lei avrebbe rifiutato, irritando il Cav

Elisabetta Belloni: dopo una lunga carriera diplomatica, dal 2021 è a capo del Dipartimento che coordina i servizi segreti italiani. È filo-Draghi, per questo potrebbe rappresentare una buona alternativa all’idea del premier al Quirinale.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE: Minaccia i passanti con un coltello, Guardia di Finanza gli spara: uomo ferito a Napoli

Franco Frattini: è il presidente del Consiglio di Stato e la sua nomina è stata festeggiata dal centrodestra. Potrebbe però non piacere al centrosinistra. 

Paolo Gentiloni: tra i fondatori del Pd, è stato premier, ministro e Commissario Ue. La sua figura piace a Renzi e anche ai berlusconiani. Paolo Gentiloni ha come tallone d’Achille il Pd, che conta solo il 12% dei grandi elettori. Ma ha anche un curriculum di tutto rispetto ed è equilibrato. È il commissario europeo per gli Affari economici e monetari. Il suo nome potrebbe contrapporre quello del Cavaliere se quest’ultimo scendesse in pista alla quarta chiama. Non è certo però che i grillini appoggerebbero la sua candidatura.

LEGGI ANCHE: Quirinale, Matteo Ricci (Pd): “C’è ancora un quadro tattico, nessuno scopre veramente le carte”

Marta Cartabia: L’elezione di Marta Cartabia romperebbe tutti gli schemi possibili. Già presidente della Corte Costituzionale, guardasigilli nel Governo Draghi e autrice della riforma del processo penale. Ha convinto la Francia ad abbandonare la dottrina Mitterrand ed ottenere l’estradizione in Italia dei brigatisti rossi. Con una figura come la sua, tutti sarebbero rappresentati. I partiti la vedrebbero meglio alla presidenza del Consiglio di un governo politico, se Draghi dovesse salire al Colle.

Gianni Letta: è uno dei preferiti del Pd ed è stato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con Silvio Berlusconi.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE: Quirinale, Elio Vito (Forza Italia) a iNews24: “Centrosinistra non ha in campo alcuna ipotesi, sono in difficoltà”

Pier Ferdinando Casini: è il primo nome fatto da Matteo Renzi e i suoi, che hanno cercato a lungo di far virare la Lega su questa scelta. E Matteo Salvini, dal canto suo, strizza l’occhio all’ex presidente della Camera se l’ipotesi Berlusconi non dovesse decollare.

Sabino Cassese: è stato giudice della Corte Costituzionale e la sua linea. “Il Colle? Non ci si candida e non si rifiuta”. Le continue critiche a Conte da premier e al dilettantismo grillino però, potrebbero rappresentare un ostacolo. 

LEGGI ANCHE: Elezioni Quirinale, Berlusconi valuta il ritiro. Atteso oggi il summit dei leader di centrodestra

Marcello Pera: è stato presidente del Senato. Sarebbe il primo filosofo al Quirinale e rappresenta una scelta culturalmente di centrodestra per il Colle.