Quirinale, Matteo Ricci (Pd): “C’è ancora un quadro tattico, nessuno scopre veramente le carte”

"Io credo che in questo momento le figure che hanno maggiore autorevolezza, interna ed esterna, e maggiore capacità di essere super partes sono Mattarella e Mario Draghi".

Matteo Ricci (da Facebook)

C’è ancora un quadro molto tattico, dove nessuno scopre le carte davvero. Ed è un quadro tattico che è stato bloccato per settimane dalla candidatura di Berlusconi e dall’atteggiamento ipocrita che hanno avuto nei suoi confronti sia Salvini che Meloni. E’ evidente che ora va cercata la massima condivisione possibile, se guardiamo all’interesse del Paese. Del resto, siamo dentro la pandemia e abbiamo l’esigenza di gestire mettere e mettere a punto il Pnrr. E poi ci sono i temi dell’inflazione, l’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime per le imprese. Che avranno un impatto che, quindi, rischia di creare nuovi problemi sociali. Proprio per questo, abbiamo bisogno di grande unitarietà in un passaggio strategico come quello del Presidente della Repubblica”. Al quotidiano online, Free.it, l’analisi di Matteo Ricci, sindaco di Pesaro e coordinatore dei sindaci del Pd.

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“Le figure super partes sono Mattarella e Mario Draghi”

Il Pd sta lavorando da settimane per avere un quadro unitario, senza fughe in avanti. Nessuno ha i numeri per eleggere il presidente un Presidente della Repubblica di parte. Serve un Presidente super partes. Io credo che in questo momento le figure che hanno maggiore autorevolezza, interna ed esterna, e maggiore capacità di essere super partes sono Mattarella e Mario Draghi. Mattarella ha più volte detto che non è disponibile e quindi credo che noi dobbiamo essere rispettosi di questa sua scelta. E posizionare, quindi, il Pd, come gradualmente si sta facendo, sulla candidatura di Mario Draghi”.

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L’attuale premier, secondo Ricci, “è colui può garantire maggiormente il proseguo della legislatura, attraverso un patto di legislatura che Letta giustamente ha proposto. Bisogna andare avanti con un governo che, a mio parere, non può essere troppo diverso da quello che c’è, per conclude la legislatura sulle tre priorità che ho detto: Covid, Pnrr e inflazione. Credo che alla fine, nonostante il PD abbia pochi numeri in parlamento (perché non dimentichiamoci che ha solo il 12% dei parlamentari), ha però la forza delle argomentazioni”.

Il ruolo giocato dal Movimento 5 Stelle in queste ore

Il Movimento 5 Stelle “è un partner fondamentale per il governo del Paese, attuale e futuro. È cambiato tanto, ha un sacco di problemi interni, e questo è fuori discussione, però credo che proprio il Movimento 5 stelle potrebbe essere determinante nella scelta di Draghi. Perché se Conte si convincesse, come mi pare lo siano già in diversi dentro il Movimento 5 stelle, della bontà della scelta di Draghi, essendo il Movimento 5 stelle il primo gruppo in Parlamento, a quel punto Draghi avrebbe già la maggioranza per essere eletto. 5 Stelle, Pd più centristi, che non possono non votare Draghi, significherebbe garantire a Draghi già in partenza la maggioranza in Parlamento. A quel punto si aggregherebbero tutti. Io credo anche la Meloni, che ha, dal suo punto di vista, tutto l’interesse a sostenere una candidatura come quella di Draghi”.

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Il clima all’interno del centrodestra

Nel centrodestra invece, afferma Ricci, “ora la palla passa a Salvini. Io penso che una richiesta unanime di una candidatura di Draghi possa venire solo da Salvini, il che vorrebbe dire che Salvini diventerebbe un leader responsabile e in sintonia con il Paese. Ma temo che questo Salvini non lo farà e che credo che abbia in testa tutt’altro. L’altra mossa, invece, può essere fatta dallo stesso Berlusconi. Considerandosi un numero uno e non riuscendo nella sua operazione, dovrebbe essere molto più propenso ad andare su un altro numero uno: Draghi. Piuttosto che andare su altre figure tattiche di secondo livello, nell’alveo del centrodestra. Inoltre, Berlusconi sa benissimo che se il voto in Parlamento non sarà un voto largo, immediatamente cadrà il governo”.