Quirinale, Elio Vito (Forza Italia) a iNews24: “Centrosinistra non ha in campo alcuna ipotesi, sono in difficoltà”

Il deputato aggiunge: "Diamo il tempo necessario a Berlusconi per decidere. Le votazioni inizieranno lunedì, ma è evidente che l’esito sarà infruttuoso e ci vorrà altro tempo”.

Elio Vito - Foto di Ansa Foto
Elio Vito – Foto di Ansa Foto

Oltre a dire che Silvio Berlusconi è una figura divisiva, mi pare che nel centrosinistra non ci sia alcuna consapevolezza. Secondo me non esiste nemmeno ancora un’unità interna, hanno troppe posizioni diverse. È troppo facile convocare un vertice per dire che serve un nome autorevole, questo lo sappiamo tutti e non serve un vertice per dirlo. Credo che siano in difficoltà”. Così Elio Vito, deputato di Forza Italia, ai microfoni di iNews24 commenta la posizione del centrosinistra nelle ultime ore della corsa alle candidature per il Quirinale. 

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Si sta realmente allontanando l’ipotesi che Berlusconi si candidi al Quirinale?
Io sono rimasto al comunicato della settimana scorsa fatto dai leader del centrodestra. Finché non ce ne sarà un altro ufficiale di Silvio Berlusconi, mi atterrò a quello. Sono chiare due cose: una è che il vertice del centrodestra riconosce la candidatura del Cavaliere senza dare una scadenza temporale. La seconda è che i partiti del centrodestra avrebbero lavorato unitamente per il successo di questa candidatura. Quindi aspettiamo. Le votazioni inizieranno lunedì, ma è evidente che l’esito sarà infruttuoso e ci vorrà altro tempo”;

Cosa intende dire?
Immagino che nei primi tre voti ci sarà scheda bianca. Nelle prime tre votazioni il quorum è troppo elevato. Lo scopo è arrivare alla quarta chiama, quando il quorum si abbasserà”;

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Lunedì mattina i grandi elettori di Forza Italia sono stati convocati per una riunione. Di cosa si discuterà?
Immagino che si deciderà l’atteggiamento da tenere nei primi voti. Convocare i grandi elettori è giusto, anche perché in questi quattro anni Forza Italia ha rinunciato ad esercitare il proprio ruolo per eccessiva prudenza nei confronti degli alleati del centrodestra. Invece avrebbe avuto tutti i titoli per farlo anche durante le crisi di governo”;

A cosa si riferisce in particolare?
Ad esempio, abbiamo fatto delle delegazioni quando ci sono state le crisi di governo, ma non sono state prese decisioni unitarie. All’inizio della legislatura infatti la Lega ha governato con i 5 Stelle e in quest’ultima vicenda Fratelli D’Italia sta all’opposizione del Governo Draghi. Quindi per amore della coalizione, Forza Italia ha rinunciato ad esercitare un suo ruolo autonomo”;

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Allora la candidatura di Berlusconi al Quirinale rappresenta una sorta di rivincita di Forza Italia?
No, assolutamente. La candidatura di Berlusconi è il riconoscimento della sua leadership all’interno del centrodestra, che ha tutto il diritto di presentare un candidato. Non può essere nessuno, se non il Cavaliere. Spiace che contemporaneamente si stia avendo la sensazione che gli altri partiti della coalizione stiano lavorando ad altre ipotesi, valutando “piani b” e facendo altri incontri”;

Il centrosinistra ritiene che Berlusconi sia una figura divisiva politicamente e che una volta al Quirinale potrebbe non essere super partes.
Tutti i presidenti della Repubblica, prima di essere eletti, erano candidature politiche. Lo è stato Napolitano e anche Mattarella. Il problema è come viene esercitata la funzione, che deve essere garante dell’unità nazionale. Sono sicuro che anche il presidente Berlusconi non sarebbe una figura divisiva, ma rappresenterebbe tutti gli italiani”;

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Quali sarebbero le alternative di Forza Italia se Silvio Berlusconi non accettasse la candidatura?
Se decidesse di non accettare la candidatura toccherebbe a lui indicare al centrodestra la strada da seguire. Essendo stata riconosciuta la sua leadership in quel comunicato, aspetterei che prenda le sue decisione e ce le comunichi senza mettergli fretta“;

Nel corso dei mesi è venuto fuori anche il nome di Elisabetta Belloni già alla direzione della Farnesina, come possibile candidata al Quirinale.
Non voglio commentare altre ipotesi. Altrimenti farei lo stesso errore degli altri esponenti del centrodestra”;

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Come valuterebbe Draghi al Quirinale o avrebbe valutato un Mattarella bis?
Con Draghi al Quirinale si creerebbe una difficoltà evidente nel proseguire la legislatura e nel mantenere questa maggioranza. Il Presidente Mattarella ha più volte escluso la possibilità di un altro mandato. Io credo che Berlusconi prenderà la decisione migliore per il Paese”;

Secondo lei, cosa sta accadendo nel centrosinistra in queste ore?
Il centrosinistra non ha in campo alcuna ipotesi. Oltre a dire no all’ipotesi Berlusconi perché secondo loro sarebbe divisivo, mi pare che non si sia ancora registrata una consapevolezza. Secondo me non esiste nemmeno ancora un’unità interna, hanno troppe posizioni diverse. È troppo facile convocare un vertice per dire che serve un nome autorevole, questo lo sappiamo tutti e non serve un vertice per dirlo. Credo che siano in difficoltà”;

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Secondo lei qual è il ruolo giocato da Matteo Renzi in questo contesto?
Le ipotesi centriste non mi convincono. Sono per il bipolarismo maggioritario e credo che occorra dire prima ai propri elettori e alle forze politiche con chi ci si schiera. Non si può avere la presunzione di essere il cosiddetto “ago della bilancia” che di volta in volta determina il successo di questa o dell’altra coalizione. Non mi piace questo modo di fare politica, sia da parte di Matteo Renzi ma anche di tutti coloro che vogliono stare “al centro”: credo che serva chiarezza”;

Auspicherebbe una candidatura condivisa da maggioranza e opposizione?
Se da questa vicenda del Quirinale dovessero emergere degli elementi di chiarezza all’interno delle due coalizioni, non mi dispiacerebbe. Anche nel centrodestra prima o poi dovrà esserci un chiarimento tra l’europeismo di Forza Italia e le forze sovraniste. Ripeto, Forza Italia in questi anni ha pagato il prezzo maggiore per tenere il centrodestra unito. Adesso è arrivato il momento che le altre forze politiche facciano il nostro stesso sforzo”;

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Mancano pochi giorni al 24 e la situazione sembra ancora in alto mare.
Non sono pochi giorni, anche perché in genere queste cose si decidono alle ultime ore. La votazione decisiva ci sarà giovedì”;

Un sondaggio di Swg condotto sugli elettori, ha registrato che metà degli italiani sosterrebbe una forma di repubblica presidenziale, mentre il 29% è contrario. I favorevoli sono perlopiù di centrodestra, mentre i perplessi sono gli elettori del Pd.
Credo che il problema di tutte le forze politiche è la grande disaffezione e sfiducia che gli italiani mostrano nei confronti delle istituzioni e della politica. Il fatto che alle amministrative ci sia stato un astensionismo del 50% e che alle ultime suppletive a Roma abbia votato poco più del 10% dei cittadini, debba farci rendere conto del problema. Per avvicinarli alla politica, è evidente che questa debba dare un’immagine diversa e riformare se stessa. Quindi ben vengano le riforme. Ma se si dovesse andare verso un sistema del genere, è ovvio che sarebbero necessari contrappesi molto forti”.