“Non istituirono la zona rossa tra Alzano e Nembro, così il Covid si diffuse in Europa”: l’accusa di The Lancet all’Italia

Secondo l'autorevole rivista, i cittadini lombardi “vennero messi di fronte all’orrore: ai propri affetti morti in casa senza cure e soli in ospedale, alla scarsità di ossigeno e bombole e alla confusione nell’identificare i corpi cremati”.

Inaugurazione del memoriale per le vittime di Codogno (archivio) - Foto di Ansa Foto
Inaugurazione del memoriale per le vittime di Codogno (archivio) – Foto di Ansa Foto

La popolazione lombarda fu sconvolta dagli eventi e dall’inconsistenza della risposta da parte della sanità pubblica e dalle autorità di governo, oltre che da un piano pandemico obsoleto e non attuato”. Così scrive la rivista scientifica inglese The Lancet in un’analisi sulla gestione sanitaria della pandemia in tutta Europa, in riferimento alle province di Lodi e di Bergamo, dove la pandemia è cominciata in Italia.

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L’articolo dal titolo Riconoscere gli errore del Covid nella sanità pubblica in risposta al Covid-19, riporta che i cittadini lombardi “vennero messi di fronte all’orrore: ai propri affetti morti in casa senza cure e soli in ospedale, alla scarsità di ossigeno e bombole e alla confusione nell’identificare i corpi cremati”.

“La colpa fu del Governo e della Regione Lombardia che non crearono la zona rossa”

L’analisi non risparmia nessuno e offre una possibile spiegazione politica nel non aver creato la zona rossa tra Alzano e Nembro dal Governo e dalla Regione Lombardia: “Questa decisione viene vista come direttamente responsabile della diffusione dell’infezione in altre città attraverso la provincia di Bergamo (in modo particolare la Val Seriana) e poi in tutta Europa”. Secondo l’autorevole rivista, le associazioni dei familiari delle vittime del Covi-19 rivestono un ruolo cruciale, “al fine di identificare e correggere gli errori nella risposta della sanità publica, necessaria per supportare le comunità a prepararsi a future minacce infettive”. 

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L’avvocato dei familiari delle vittime: “Lavoro straordinario di The Lancet. Migliaia di cittadini sarebbero potuti essere ancora tra noi”

The Lancet spiega che “la società civile di Bergamo organizzò in un movimento per avere giustizia, verità, risarcimento, dignità e per offrire un supporto emotivo in risposta al dolore, alla confusione e alla rabbia delle famiglie”. La risposta all’articolo è arrivato da Consuelo Locati, avvocato delle famiglie che hanno subito lutti a causa della pandemia: “Quello di The Lancet è uno straordinario riconoscimento istituzionale che corona un lavoro certosino di ricerca documentale fatto negli ultimi due anni”. Secondo l’avvocato, il lavoro di The Lancet è anche un riconoscimento per chi ha “deciso di portare in giudizio le istituzioni per fare in modo che si assumano le responsabilità di quanto avrebbero dovuto fare. Migliaia di cittadini – si legge in una nota – sarebbero potuti essere ancora tra noi”.