Associazione Scuole Aperte Campania a iNews24: “I dati diffusi dalla Regione tendono a fare terrorismo”

"Innanzitutto si lascia intendere che tali contagi possano essere avvenuti nelle aule scolastiche campane, perché viene preso come riferimento solo la settimana tra l’11 e il 17 gennaio, riapertura decretata dal Tar", afferma la presidente Palmira Pratillo.

Scuola in presenza (archivio) - Foto di Getty Images
Scuola in presenza (archivio) – Foto di Getty Images

Secondo i dati diffusi dalla Regione Campania attraverso i social del presidente Vincenzo De Luca, nel periodo 11-17 gennaio 2022 ci sono stati 25.745 contagi tra bambini della fascia di età 0-13 anni. “Ritengo opportuno inviare questi dati al Ministero della Salute, e, per sua opportuna conoscenza, al Ministro dell’Istruzione Bianchi”, si legge nel post pubblicato sulla pagina Facebook del governatore campano.

Ai microfoni di iNews24, Palmira Pratillo, presidente dell’Associazione Scuole Aperte Campania, commenta i dati: “Letti in questo modo, i dati tendono solo a fare terrorismo e non hanno nulla a che vedere con la scuola. C’è un braccio di ferro che ha coinvolto anche il ministro Patrizio Bianchi”.

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Perché contestate il dato diffuso dalla Regione Campania?
Non ci sono i tempi per dire che si tratta di contatti scolastici. De Luca vuole lasciare intendere che, riaperte le scuole, ci sono più contagi, ma non sappiamo nulla di cosa sia accaduto nelle settimane precedenti”;

Da cosa lo deducete?
Innanzitutto si lascia intendere che tali contagi possano essere avvenuti nelle aule scolastiche campane, perché viene preso come riferimento solo la settimana tra l’11 e il 17 gennaio, riapertura decretata dal Tar. Ciò è assolutamente impossibile, perché non si tiene conto del fatto che il virus ha un tempo di incubazione di almeno tre o quattro giorni e le scuole sono state riaperte solo l’11 gennaio. È cosa certa quindi, che i bambini si sono positivizzati dall’11 al 17 gennaio, sono necessariamente entrati in contatto col virus in famiglia o durante le attività ludico-ricreative nel periodo natalizio. E oltretutto sono stati individuati anche grazie al tracciamento scolastico”;

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Il tracciamento a scuola quindi, funziona bene?
Noi siamo d’accordo con il ministro Patrizio Bianchi sul fatto che la scuola abbia una funzione di presidio sanitario. Attraverso il metodo utilizzato si blocca la circolazione del virus nella società. In realtà questi numeri devono farci stare tranquilli perché i contagi sono gestiti bene in aula”;

I presidi però lamentano i ritardi delle Asl negli interventi…
Adesso il virus circola più velocemente anche se è meno letale. La mole di lavoro è aumentata per chi deve comunicare alle Asl i nominativi dei bambini da tamponare. Capisco che dal punto di vista burocratico sia molto gravoso, si stanno dedicando esclusivamente a questo. Ma è il sistema di gestione che è sbagliato”;

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Intende il sistema di gestione delle quarantene in classe?
La maggior parte della popolazione è vaccinata, allo stesso modo il personale scolastico e anche i bambini over 12. Il protocollo scolastico andrebbe quindi rivisto e snellito, sia per agevolare i presidi sia per permettere alle migliaia di famiglie in quarantena di tornare alla vita normale. Ad esempio noi adesso siamo in quarantena perché in classe di mio figlio ci sono stati due compagni positivi. Su 26 alunni, 24 si trovano in dad anche se negativi al tampone e non ha senso“;

Avete chiesto anche di approfondire l’incidenza di ospedalizzazione e terapie intensive sui numeri diffusi dalla Regione Campania…
Non si conoscono i numeri relativi agli ospedalizzati e terapie intensive. I dati sono molto bassi. Sulla sola città di Napoli, oggi è allo 0,0085% l’ospedalizzazione. La maggior parte dei bambini al di sotto di un anno che accedono al pronto soccorso perché positivi al Covid, sono asintomatici ma devono essere accettati per legge. La situazione è sotto controllo e i dati nazionali sono confortanti da questo punto di vista”;

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Cosa andrebbe cambiato, secondo lei, nel sistema scolastico a parte la gestione delle quarantene?
Non abbiamo visto interventi significativi sulla gestione dei trasporti, sugli spazi da recuperare per aumentare il distanziamento in aula. Anche il Tar nella sentenza con la quale ha accolto il nostro ricorso afferma sostanzialmente che la Campania non ha agito per cambiare la situazione. La pandemia va avanti da due anni e l’unico strumento che è stato utilizzato per contenere il virus fino ad oggi è stato chiudere le scuole. Si continua a scaricare le colpe sul Governo e chi ne paga le conseguenze sono ancora una volta le famiglie e i ragazzi”.