Quirinale, Anzaldi (Italia Viva) a iNews24: “Quello del centrodestra su Berlusconi è un diktat, non una proposta”

Il deputato di Italia Viva, Michele Anzaldi, critica le scelte del centrodestra in vista dell’elezione del Quirinale: “È un problema se non riescono nemmeno a presentare una lista di quattro nomi su cui poter discutere”. Sul premier Draghi e sulla possibilità che possa essere uno dei papabili per il Colle, l’esponente renziano non ha dubbi: “È una preziosa risorsa per lo Stato, ma eviterei di tirarlo inutilmente per la giacchetta”

Michele Anzaldi (screenshot da Facebook)

Onorevole Anzaldi, pur mancando ormai appena una settimana al primo scrutinio per l’elezione del Quirinale, possiamo dire che il nome di Berlusconi, come prevedibile, ha irrigidito il dialogo tra le forze parlamentari. Quanto ancora può durare questo stato di impasse?

“Innanzitutto partiamo dal presupposto che se davvero si vuole aprire un dialogo e cercare una soluzione condivisa, allora non è possibile presentare un solo nome come ha fatto il centrodestra, perché questo è un diktat che impedisce qualsiasi confronto”

Tra l’altro pare che la candidatura del leader di Forza Italia stia creando qualche problema anche all’interno dello stesso schieramento di centrodestra.

“Mi pare abbastanza evidente che Meloni e Salvini ne stiano risentendo, anche perché questo essersi riscoperto leader del centrodestra da parte di Berlusconi è qualcosa che è tornato di moda da non più di quindici giorni, diciamo dall’incontro prima di Natale a Villa Grande”

Quindi ha ragione Renzi a dire che la candidatura di Berlusconi in realtà è solo tattica?

“A giudicare dalle frasi di ieri di Salvini direi proprio di sì, e tra l’altro è lo stesso Berlusconi a non aver ancora sciolto la riserva e formalizzato la candidatura”

I possibili scenari in vista dell’elezione del Capo dello Stato

Il premier Draghi e il presidente Mattarella (Getty Images)

Tra gli effetti del ritrovato protagonismo del leader di Forza Italia c’è anche quello di tenere lontano dai riflettori l’altro nome importante che aleggia sul Quirinale, quello del premier Draghi.

“Draghi sta facendo il Presidente del Consiglio in modo eccelso, avendo ereditato una situazione disastrosa ed eviterei di tirarlo inutilmente per la giacchetta. Tra l’altro, è stato lui stesso in conferenza stampa a dire di essere un uomo delle istituzioni e a mettersi a disposizione del Paese. Sappiamo che è una preziosa risorsa per lo Stato, e come lo è stato per Palazzo Chigi può esserlo per tanti altri ruoli. Detto ciò, se la politica si assumesse le sue responsabilità ora non staremmo a parlare di questo”

Si riferisce al centrodestra?

“Certo. È un problema se la coalizione che è in vantaggio con il numero dei grandi elettori, per la prima volta dopo quarant’anni, non riesce a farsi avanti pubblicamente e a proporre una rosa di nomi che possa essere condivisa dalle altre forze politiche”

Quali sono gli altri profili che potrebbero essere valutati e condivisi anche dal centrosinistra?

“Nominarli così significherebbe solo bruciarli. Il profilo lo sappiamo quale sia, ma deve essere il centrodestra a proporre una lista di nomi: dal professore universitario, al costituzionalista fino ad un profilo più politico. Le possibilità ci sono, ma devono essere loro a farsi avanti” 

E il centrosinistra che ruolo può giocare in questa partita?

“Come ha già fatto Renzi, le altre forze del centrosinistra dovrebbero chiedere pubblicamente al centrodestra di presentare una lista di almeno quattro nomi su cui poter discutere e ragionare, nomi che però evidentemente non hanno. È in questo modo che si possono stanare le contraddizioni del centrodestra”

Possiamo dire che, man mano che ci si avvicina alla data del primo scrutinio, l’ipotesi di un Mattarella-Bis non sembra più cosi remota?

“Prima di tutto bisogna rispettare la volontà di Mattarella che in più occasioni ha ribadito molto chiaramente di non voler proseguire con un ulteriore mandato. Secondo poi, qualora dovesse accettare un reincarico per un breve periodo di tempo, come fece Napolitano, si rischierebbe solo di spostare il problema di un anno e se i sondaggi dovessero rimanere questi, ci sarebbe il rischio concreto di ritrovarsi poi con un Presidente del Consiglio di centrodestra e un Presidente della Repubblica eletto da un parlamento a maggioranza di centrodestra. E questo francamente non mi sembra una cosa positiva per il funzionamento dell’apparato istituzionale“