Multa per gli over 50 no-Vax: come funziona e in quanto tempo arriva

Il meccanismo dell’Agenzia delle Entrate e del ministero della Salute in vigore dall’8 gennaio, scatterà dal primo febbraio. Quel giorno è possibile che nessuno venga multato.

Vaccino (archivio) - Foto di Getty Images
Vaccino (archivio) – Foto di Getty Images

La multa di 100 euro prevista per gli over 50 che non si vaccinano, non rispettando l’obbligo imposto, può essere rimandata di 260 giorni. Basta fare opposizione.

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Il meccanismo dell’Agenzia delle Entrate e del ministero della Salute in vigore dall’8 gennaio, scatterà dal primo febbraio. Quel giorno è possibile che nessuno venga multato perché, come ha spiegato il ministro della Salute Roberto Speranza, “sarà cura del ministero della Salute fornire gli elenchi dei soggetti inadempienti, anche acquisendo direttamente dal sistema tessera sanitaria le informazioni relative alle somministrazioni acquisite giornalmente dall’anagrafe vaccinale”. Queste ultime “saranno inoltre utili per escludere dall’elenco degli inadempienti gli esenti”. Perché “il decreto legge prevede una fase di contraddittorio, il ministero della Salute invierà una comunicazione agli inadempienti che potranno trasmettere all’Asl competente l’esenzione o il differimento dell’obbligo vaccinale”. 

L’iter della sanzione di 100 euro

Come spiega Il Sole 24 Ore, la sanzione scatterà dal primo febbraio per chi, entro quella data, non sarà vaccinato. La sanzione verrà notificata all’Agenzia delle Entrate e irrogata dal ministero. Prima dell’avviso però, i diretti interessati riceveranno una comunicazione e in quell’occasione potranno decidere di pagare o prendersi dieci giorni per inviare le ragioni per cui ha scelto di non vaccinarsi.

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Le ragioni potrebbero anche essere oggettive, ad esempio che non c’erano posti per vaccinarsi entro la data prevista. O il no-Vax potrebbe anche decidere di avere un confronto con l’Asl competente. Nell’arco dei 10 giorni andrà comunicato alle Entrate l’invio delle spiegazioni all’Asl. Dopodiché quest’ultima comunicherà alle Entrate se le ragioni del non vaccinato sono state accettate. 

Se il parere dell’Asl è negativo, Agenzia notificherà via pec o raccomandata andata/ritorno l’avviso di addebito da versare entro 180 giorni e la multa andrà pagata entro 60 giorni. In totale insomma, sono 260 giorni. I tempi si allungheranno ulteriormente se il no-Vax deciderà di appellarsi a un giudice entro 30 giorni, chiedendo la sospensione dell’avviso di addebito. Se il giudice non accetta l’istanza, le Entrate avvieranno l’iter di recupero coattivo maggiorato di spese. Per presentare ricorsi va pagato un contributo unificato di 43 euro e ci si può difendere anche senza avvocato. La controparte saranno le Entrate con l’avvocatura dello Stato.