Elezioni Quirinale, Pd: “Presidenza della Repubblica non è di proprietà del centrodestra”

Lo scopo dei Dem è scegliere “un presidente o una presidente che domani possa dare l’incarico di governo a chiunque leader di partito abbia vinto le elezioni nel nostro Paese. Una condizione di normalità che derivi dalla scelta di una personalità super partes”.  

Silvio Berlusconi - Foto di Ansa Foto
Silvio Berlusconi – Foto di Ansa Foto

La notizia della candidatura di Silvio Berlusconi al Quirinale non è piaciuta ad Enrico Letta che si è detto deluso e preoccupato. L’ex premier e leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte che ha parlato di “scempio istituzionale”. 

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Chi aveva confidato nella trattativa condotta in segreto con Matteo Salvini è rimasto di stucco al proclama di Villa Grande a favore del Cavaliere da parte del leader della Lega e di Giorgia Meloni. 

Pd, 5 Stelle e Leu rifiuteranno di sedersi al tavolo fino a che non verrà ritirata la candidatura di Berlusconi. D’altra parte, il rischio è di far saltare l’intero quadro politico. Se il Cav venisse eletto infatti, potrebbe cadere il governo Draghi e si andrebbe alle urne. Il 27 gennaio, giorno della quarta votazione – quando basterà la maggioranza assoluta per eleggere il nuovo capo dello Stato – se Berlusconi andasse fino in fondo, Pd e 5S potrebbero non votare, anche per il rischio che all’ultimo minuto qualcuno possa cambiare idea e votare per il leader di Forza Italia. 

Non sono pochi ad ambire a prendere il posto dell’attuale presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Al momento oltre a Berlusconi, l’altro nome papabile è quello di Mario Draghi. In molti sono preoccupati anche del fatto che l’attuale premier possa lasciare il suo posto proprio ora, sia per le ripercussioni dal punto di vista internazionale che nazionale. 

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Enrico Letta: “Scegliere una personalità super partes”

Dalle scelte che faremo nelle prossime ore dipenderà il futuro del nostro Paese”, ha avvertito Letta, segretario del Pd, alla riunione congiunta direzione-gruppi parlamentari del partito. “È bene avere chiaro che il passaggio di ieri non è un piccolo passaggio formale che rimane dentro la dinamica domestica, ma riguarda tutto il mondo”.

Ed ha aggiunto che la presidenza della Repubblica non è “di proprietà del centrodestra”. Il punto fermo dei Dem è “sulla base di alcuni criteri: ottenere una delega da parte di tutti voi perché io possa insieme ai capigruppo seguire la fase delle trattative per arrivare al voto. Sapendo che, da oggi, i gruppi parlamentari e i delegati regionali sono convocati permanentemente”.

Lo scopo è scegliere “un presidente o una presidente che domani possa dare l’incarico di governo a chiunque leader di partito abbia vinto le elezioni nel nostro Paese. Una condizione di normalità che derivi dalla scelta di una personalità super partes”.  

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Maria Elena Boschi: “Per Draghi al Quirinale serve una risposta ben più ampia del Pd”

Maria Elena Boschi, presidente di Italia Viva, ha spiegato a Il Foglio: “Un anno fa abbiamo chiuso l’esperienza Conte, nonostante il Pd minacciasse o Conte o voto. Se oggi abbiamo Draghi è grazie al coraggio di Iv. Tutto possiamo fare tranne che bruciare il suo nome. Per Draghi al Quirinale serve una proposta ben più ampia del Pd”. 

Intanto la Lega guarda già al post elezioni al Quirinale e pensa a quali saranno le priorità per il prossimo capo dello Stato: “Dovrà avere ben chiara la necessità di una riorganizzazione della Giustizia a partire da una profonda e radicale riforma del Csm: abbiamo vissuto e stiamo vivendo scandali inaccettabili”.