David Sassoli, Majorino a iNews24: “È stato il presidente dei diritti e delle libertà. Sarà difficile fare i conti con il suo lascito”

“Sassoli è stato il presidente dei diritti e delle libertà. Questo da una parte è un grande lascito, dall’altro è un’eredita con cui sarà molto difficile fare i conti, sia per chi gli succederà, sia per ciascuno di noi, perché è stata una figura esemplare”. 

Pierfrancesco Majorino - Foto di Ansa Foto
Pierfrancesco Majorino – Foto di Ansa Foto

Ci siamo sentiti pochi giorni fa al telefono e sinceramente non avevo compreso la situazione. Mi ha dato l’impressione di essersi impegnato fino all’ultimo”. Ai microfoni di iNews24, Pierfrancesco Majorino, europarlamentare del Pd, ricorda il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, morto questa notte, 11 gennaio. 

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Come ha reagito alla morte del presidente Sassoli?
Sono sgomento. È una notizia terribile e difficile. Abbiamo subito una perdita enorme, sia sul piano istituzionale e politico sia a livello personale”;

Cosa ricorda di David Sassoli?
Da una parte mi viene in mente ciò che oggi viene raccontato e descritto di più. Cioè la sua figura straordinaria di alta levatura che ha rappresentato nel modo migliore gli interessi dell’Europa in un momento molto duro e difficile. Interessi che non sono una categoria astratta e burocratica, ma riguardano innanzitutto i principi e i valori della democrazia e della giustizia sociale, sui quali Sassoli si è impegnato in maniera molto netta”;

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Su quali in particolare?
Ad esempio, nessuno si è battuto come lui sul tema dello stato di diritto. Ed è stato uno dei principali protagonisti della battaglia politica per garantire Next Generation EU, quindi dare una risposta di coesione sociale al dramma mondiale della pandemia”; 

Cosa ricorda sul piano personale?
Dall’altra parte ricordo anche una persona elegante, mite, accogliente e molto bella con cui entrare in relazione. L’ho conosciuto di persona in questi due anni e mezzo. Prima l’avevo sentito solo una volta al telefono. Mi aveva chiamato quando lui era parlamentare europeo ed io assessore ai servizi sociali al Comune di Milano e mi occupavo dei senzatetto. Mi chiese dei consigli, come stava facendo anche in altre città, perché voleva affrontare il tema per dar loro una mano”;

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Rimase colpito dalla chiamata?
Mi colpì molto perché non ci conoscevamo, io ovviamente sapevo chi fosse. L’attenzione a questi temi non è scontata. Poi, conoscendolo, ho capito che la sensibilità ai diritti umani e sociali faceva parte della sua vita”;

Quando vi siete incontrati per l’ultima volta?
Dal vivo ci siamo incrociati un paio di mesi fa a Strasburgo, in occasione del confronto del gruppo. Al telefono invece, ci siamo sentiti pochi giorni fa. Sinceramente non avevo minimamente compreso la situazione. Mi ha dato l’impressione di essersi impegnato fino all’ultimo. Ci siamo confrontati sul tema dei diritti umani, in particolar modo in Egitto”;

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A prescindere dalla morte di David Sassoli, il suo mandato da presidente del Parlamento europeo sarebbe scaduto tra poco. Quale eredità ha lasciato?
Lui è stato il presidente dei diritti e delle libertà. Questo da una parte è un grande lascito, dall’altro è un’eredita con cui sarà molto difficile fare i conti, sia per chi gli succederà, sia per ciascuno di noi, perché è stata una figura esemplare”.