Rientro a scuola: il punto della situazione in tutta Italia

Patrizio Bianchi a Rainews 24 ha fatto il punto sulla situazione delle scuole in occasione del rientro di oggi, lunedì 10 gennaio: “Sono rientrati la maggior parte degli studenti e dei professori.

Scuola in presenza - Foto Ansa (archivio)
Scuola in presenza – Foto Ansa (archivio)

Il Governo impugnerà tutte le ordinanze di chiusura delle scuole. A dare la notizia è il sottosegretario all’Istruzione Rossano Sasso che, in visita al liceo scientifico Salvemini di Bari in occasione del rientro post natalizio, ha spiegato: “La norma consente la chiusura delle scuole in determinati territori circoscritti qualora la situazione lo preveda. Qualora la situazione non lo preveda, a differenza dell’anno scorso, questo Governo impugnerà le ordinanze laddove non le ritenta opportune”. 

LEGGI ANCHE: Djokovic, i motivi del ricorso presentato dagli avvocati. Alcune date non combaciano

Cosa sta succedendo in Campania

Intanto l’Avvocatura Distrettuale di Stato ha presentato ricorso al Tar della Campania contro l’ordinanza emanata dal governatore Vincenzo De Luca nei giorni scorsi, che prevede lo stop della didattica in presenza fino al 29 gennaio. Il ricorso, depositato per conto della Presidenza del Consiglio dei ministri e dei ministeri dell’Istruzione e della Salute, si aggiunge a quello già presentato dagli avvocati Giacomo Profeta e Luca Rubinacci per conto dei genitori degli alunni. La presidente della quinta sezione del Tar Campania Maria Abruzzese ha disposto che la Regione esibisca entro lunedì 10 gennaio “gli atti pertinenti e rilevanti a presupposto dell’ordinanza impugnata”. 

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE: Serie A: la Lega riduce la capienza negli stadi a 5mila spettatori per le giornate del 16 e del 23 gennaio

Ministro Bianchi: “Insegnanti no-Vax sotto l’1%. Rientrati la maggior parte di studenti e professori”

Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi a Rainews 24 ha fatto il punto sulla situazione delle scuole in occasione del rientro di oggi, lunedì 10 gennaio: “Sono rientrati la maggior parte degli studenti e dei professori. Stiamo monitorando attentamente la situazione e nel primo pomeriggio avremo i dati. Il dato evidente è che è ripresa la scuola”. Il ministro ha evidenziato l’importanza della vaccinazione: “La chiave è vaccinare i nostri ragazzi”. I docenti assenti che hanno mandato il certificato medico, secondo Bianchi, sono pochi: “I numeri sono veramente limitati: sotto l’1% quelli no-Vax. Mentre per quanto riguarda gli assenti per malattia, i dati sono tutto sommato contenuti”. Quanto ai dispositivi di aerazione il ministro ha chiarito che il governo ha messo a disposizione i fondi per le scuole, che in autonomia decideranno su cosa investire. 

LEGGI ANCHE: Scuola, continua il braccio di ferro tra Governo e Regioni: dopo la Campania, anche la Sicilia posticipa il rientro

Fondazione Gimbe: “Dad per qualche settimana per andare avanti con i vaccini”

Sulla questione del ritorno in presenza è intervenuto anche Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe: “Non è vero che siamo di fronte a un virus che non crea problemi nella fascia di età pediatrica. Io in questo momento avrei puntato su due settimane di dad”, durante il quale sarebbe stato possibile “potenziare la vaccinazione dei ragazzi e dei bambini”, dato che in molti non sono ancora vaccinati. 

Bianchi: “La dad provoca problemi alla vita di una comunità”

Ma il Governo sembra fermo sulla sua posizione, come ha spiegato il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi su Radio 1: “Il prolungato e diffuso uso di una didattica a distanza provoca problemi alla vita di una comunità”. E ha ricordato che “c’è un disposto sufficientemente flessibile che da una parte stabilisce il principio del “tutti a scuola”, dall’altro, laddove ci siano problemi, dà la possibilità di ricorrere alla distanza”. 

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE: La storia di Dino Budroni nel videoreportage di iNews24

Ricciardi: “I numeri delle prossime settimane ci diranno che le misure sono insufficienti”

Su SkyTg24 invece, Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza, ha affermato: “Le misure vanno nella giusta direzione, anche se i numeri delle prossime settimane ci diranno che non sono sufficienti. Il picco non è ancora stato raggiunto, e arriverà a fine gennaio o inizio febbraio”. Inoltre ha aggiunto “Se non convertiamo la curva epidemica corriamo il rischio di avere centinaia di migliaia di casi a fine gennaio. Si rischia di sfondare il numero dei 300mila”. 

Preside di Codogno: “Siamo preparati con un piano A e un piano B”

Sul rientro in classe “siamo preparati con un piano A e un piano B”, spiega al quotidiano online free.it Cecilia Cugini, preside dell’Istituto Onnicomprensivo di Codogno. “Il piano A prevede la riapertura oggi in presenza con gli orari completi, quindi a pieno regime. Se poi ci saranno delle defezioni soprattuto per i docenti che magari sono ancora ammalati o che si ammaleranno applicheremo il piano B. Il piano consiste in orari ridotti, d’accordo con le amministrazioni comunali che sono state già pre-avvertite. Il piano B potrebbe scattare da un momento all’altro, in base ai numeri. Se non riusciamo a coprire le classi con i docenti, per forza di cose dovremmo stringere e compattare le lezioni”.