Covid, la conferenza stampa di Draghi: “Scuola fondamentale per la democrazia, va protetta”

Il premier: "Grazie alla vaccinazione, la situazione che abbiamo di fronte è molto diversa dal passato. L’economia ha segnato una crescita di oltre il 6%, le nostre scuole hanno riaperto”.

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Il premier Mario Draghi (Screenshot Youtube)

Scuole, legge di Bilancio, andamento epidemiologico e vaccini sono stati gli argomenti affrontati da Mario Draghi, il ministro della Salute Roberto Speranza, dell’Istruzione Patrizio Bianchi e il coordinatore del Cts Franco Locatelli, durante la conferenza stampa. Il premier ha chiesto di non affrontare le prossime elezioni del Quirinale: “Non risponderò ad alcuna domanda che riguardi immediati sviluppi, il Quirinale o altre cose”, ha chiarito.

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La scuola

La scuola è fondamentale per la democrazia, va tutelata, protetta, non abbandonata”, ha affermato Draghi, ringraziando il ministro dell’Istruzione Bianchi, gli insegnanti e i genitori “per gli sforzi di oggi e delle prossime settimane e mesi. Probabilmente ci sarà un aumento delle classi in dad, ma quello che va respinto è il ricorso generalizzato alla didattica a distanza”. Il premier ha anche aggiunto che “ci sono anche motivazioni generalizzate” per la scelta della scuola in presenza. “Ai ragazzi si chiede di stare a casa, poi fanno sport tutto il pomeriggio e vanno in pizzeria? Non ha senso chiudere la scuola prima di tutto il resto, ma se chiudiamo tutto torniamo all’anno scorso e non ci sono i motivi per farlo”.
Secondo Draghi “non dobbiamo mai perdere di vista una constatazione: gran parte dei problemi che abbiamo oggi dipende dal fatto che ci sono dei non vaccinati. QUindi c’è l’ennesimo invito a tutti gli italiani che non si sono vaccinati a farlo, anche con la terza dose”.

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Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha reso noti i numeri riguardanti l’apertura delle scuole di oggi, 10 gennaio: “Ad oggi i docenti assenti perché positivi o in quarantena sono il 6%, gli studenti il 4,5%. Siamo controllando la situazione perché abbiamo operato con attenzione, non siamo stati fermi”. I docenti sospesi non vaccinati, afferma Bianchi, sono tra lo 0,72%. “Il 3,07% dei Comuni ha disposto ordinanze di chiusura: una situazione che quindi non è dilagata”. E ancora: “Non ci stiamo affidando al caso ma le scelte prese stanno pagando”.

Il Cts, spiega Locatelli, è d’accordo con la scuola in presenza: “Ho letto voi di critiche nel Cts sulla riapertura, lamentando la mancata discussione, ma la tematica è stata affrontata in 7 riunioni diverse e ogni volta la posizione è stata unanime”.

L’andamento epidemiologico e i vaccini

Il Governo sta affrontando la sfida della pandemia e la diffusione di varianti molto contagiose con un approccio un po’ diverso rispetto al passato”, ha aggiunto Draghi. “Vogliamo essere molto cauti, ma anche cercare di minimizzare gli effetti economici, sociali, soprattutto sui ragazzi e le ragazze che hanno risentito delle chiusure dal punto di vista psicologico e della formazione. Abbiamo tutti i motivi per pensare che ci riusciremo anche stavolta”.

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Sui vaccini: “Grazie alla vaccinazione, la situazione che abbiamo di fronte è molto diversa dal passato. L’economia ha segnato una crescita di oltre il 6%, le nostre scuole hanno riaperto”.

Il ministro della Salute Roberto Speranza è intervenuto sull’ultimo decreto: “È per far fare un passo avanti importante al nostro Paese: oggi siamo all’89,40% di over 12 con prima dose, quindi sono non vaccinati poco più del 10% over 12 che occupa i due terzi di posti letto in terapia intensiva e 50% area medica. Vogliamo ridurre i non vaccinati per ridurre la pressione sugli ospedali”. Ed ha aggiunto: “Su 100mila persone ci sono 23,2 persone che vanno in intensiva e sono i non vaccinati. Quando si va ai vaccinati con due dosi da più di 4 mesi, il dato passa da 23 a 15, quindi crolla clamorosamente e scende a 1 quando la vaccinazione avviene in ciclo primario entro i 4 mesi e col booster si va a 0,9, secondo un grafico dell’Iss. Se vogliamo ridurre la pressione sugli ospedali e salvare vite umane e favorire la ripartenza economica e sociale, la strada prioritaria è ridurre l’area dei non vaccinati. Questa è una scelta che ha piena evidenza scientifica”.

Il Cts, spiega Franco Locatelli, è pienamente d’accordo con le decisioni del Governo: “Non c’è stata nessuna voce dissonante. Vi è stata una riunione il 7 e di fatto si è analizzata la situazione epidemiologica del Paese senza che si levasse una sola voce dissonante rispetto alle misure”.

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Non è corretto dire che Omicron sia connotata da un’incapacità di provocare malattia grave. È meno pericolosa di Delta ma ha capacità di dare patologia grave e anche fatale. Uno studio sudamericano dimostra che lì ci sono stati 256 morti per Omicron e la larga maggioranza aveva più di 60 anni”, ha spiegato Franco Locatelli.

Le posizioni politiche contrastanti

Quando si introducono provvedimenti di questa portata – ha affermato Draghi – con l’obbligo anche sui luoghi di lavoro, occorre puntare all’unanimità. Questi sono provvedimenti di portata economica e sociale molto importanti e sono anche da considerare con molta attenzione. L’avere l’unanimità della vasta coalizione è un obiettivo che se possibile si deve raggiungere”.

L’esperienza di questi 11 mesi è stata esperienza di una maggioranza molto grande – ha spiegato il premier – in cui occorre accettare diversità di vedute, ma non la mediazione a tutti i nostri. Ma per alcuni provvedimento molto importanti, l’unanimità è importante purché il risultato abbia senso- è chiaro che ci sono divergenze e diversità di opinioni ma non sono mai state ostacolo all’azione di Governo”.

La legge di Bilancio

La legge di Bilancio appena approvata – così Draghi – già prevede degli stanziamenti per settori in difficoltà. Per il momento usiamo queste misure, stiamo facendo tutti una riflessione per cercare di affrontare nella maniera più soddisfacente i bisogni dei sostegno che possono essere determinanti da questa ripresa della pandemia. Valuteremo se servono altre risorse. Non abbiamo riflettuto se sia necessario uno scostamento di bilancio”. Sul caro bollette inoltre, “la legge di bilancio ha già stanziato 3,5 miliardi. Sono previsti altri provvedimenti nel trimestre successivo e nei mesi a seguire”.