Covid, Massimo Galli contagiato da Omicron: le sue condizioni di salute

Il professore afferma di essersi infettato nonostante abbia “condotto una vita ritiratissima, vedendo poche persone”.

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Covid, le parole del virologo Massimo Galli (Foto: Facebook)

Stamattina sto discretamente meglio ma sono stato una schifezza. Per i vecchiotti come me non è proprio una passeggiata”. Così Massimo Galli, 70 anni, primario in pensione dell’ospedale Sacco di Milano, ha raccontato di stare un po’ meglio dopo essere stato contagiato dalla variante Omicron del virus Sars-CoV-2.

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Il professore aggiunge di essersi infettato nonostante abbia “condotto una vita ritiratissima, vedendo poche persone”. A Mattino 5 la notizia è stata confermata proprio da Galli: “Nel periodo tra Natale e Capodanno gli unici pazienti li ho sentiti per mail o per telefono. Ho visto poche persone a livello conviviale, senza mascherina, ma mai tutte insieme. Questo la dice lunga su quanto questa variante sia contagiosa”. 

Massimo Galli: “Se non avessi avuto il vaccino sarebbe andata peggio”

L’ex capo del Dipartimento di Malattie infettive ha sottolineato l’importanza della vaccinazione: “Se non avessi avuto le tre vaccinazioni la cosa sarebbe andata decisamente peggio, tenendo conto della mia età e con la mia storia. Quindi senza se e senza ma bisogna vaccinarsi, almeno non ci crepa. Questo è un dato di fatto”. 

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Omicron: “Più gente si infetta, più è probabile che arrivi un’altra variante”. Galli: “Aggiornare i vaccini”

Galli si è espresso sulla variante Omicron: “Non bisogna iniziare a dire, come qualcuno sta facendo, che è una variante più bonacciona e che se dovesse essere molto diffusa potrebbe essere una sorta di surrogato del vaccino. Non è così. Più gente si infetta più è probabile che il virus muti ancora. Può cambiare in meglio, dal nostro punto di vista, ma anche no”.

Secondo il professore i vaccini vanno aggiornati: “Questo virus ci ha dimostrato, nell’arco di un anno solare, di aver tirato tre varianti una più diffusiva dell’altra. Ciò deve far pensare anche per il futuro e la prima mossa da compiere è correggere gli attuali vaccini anti-Covid”. 

Sui possibili scenari della pandemia: “Mi auguro che il picco di questa ondata sia entro la fine di gennaio, ma da come sta salendo il numero dei contagi, non si riescono a fare previsioni certe”.