Contagi tra giovanissimi, la pediatra: “Aumentare la consapevolezza dell’importanza del vaccino”

Ai microfoni di Free.it, Susanna Esposito, docente ordinaria di Pediatria dell’Università degli Studi di Parma.

Susanna Esposito - Foto di Free.it
Susanna Esposito – Foto di Free.it

Quello che stiamo osservando è l’aumento dei casi tra gli adolescenti che hanno trascorso le vacanze con feste di gruppo nelle case”. Ai microfoni di Free.it, Susanna Esposito, docente ordinaria di Pediatria dell’Università degli Studi di Parma e responsabile del tavolo tecnico malattie infettive e vaccinazioni della Società Italiana Pediatria, analizza l’aumento dei casi di Covid-19 tra i giovanissimi.

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Più che preoccupata – dice – penso che questo aumento dei casi debba far aumentare la consapevolezza dell’importanza della vaccinazione. È vero che molti di loro hanno eseguiti tamponi prima di andare, ma è stato più volte ribadito che i tamponi fai-da-te o quelli salivari hanno una sensibilità molto bassa e devono essere eseguiti da personale esperto. Per cui l’aver fatto dei tamponi rapidi ha consentito a una gran quantità di positivi di andare in giro e diffondere l’infezione. Stiamo, appunto, vedendo proprio una serie di casi tra gli adolescenti. O che non erano stati vaccinati e che ora hanno i sintomi, o adolescenti vaccinati da più di sei mesi che si sono infettati”.

Aumento casi pediatrici “diminuiti con la chiusura delle scuole”

Sull’aumento dei casi pediatrici, Esposito afferma: “Sicuramente con la chiusura delle scuole si è osservata una diminuzione del numero dei casi. Ma ci sono ancora moltissimi positivi, bambini che si sono infettati all’interno delle famiglie. E molti di questi bambini, anzi, la quasi totalità devo dire, non sono vaccinati. La copertura vaccinale della fascia 5-11 anni è dell’11%, ancora troppo bassa, se si considera che con le prenotazioni si può arrivare all’25/30% in alcune realtà”.

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Ma si tratta, secondo la docente, di un dato insufficiente: “Purtroppo i timori principali dei genitori, assolutamente infondati, derivano ancora dal fatto che il vaccino possa provocare chissà che cosa. Sappiamo bene che il vaccino è sicuro ma nonostante questo, la posizione prevalente è quella di aspettare. Solo che è chiaro che nei mesi invernali, soprattutto con la Omicron che imperversa, il rischio di infettarsi è molto elevato. E questo sta portando all’aumento dei casi in fascia pediatrica”.

Sui rientri a scuola “difficile trovare la formula ideale”

Sul rientro a scuola inoltre: “Chiaramente è difficile trovare la formula ideale. Anche perché la situazione epidemiologica è molto diversa da regione a regione. A volte anche da provincia a provincia. L’allerta dev’essere altissima. Ci troviamo in una situazione molto critica, lo dicono i numeri e i quadri clinici che osservo io personalmente ogni giorno, non solo come pediatra, ma anche come donna, con quadri clinici preoccupanti. E allora, il tema è che, sì, le scuole devono essere riaperte, perché abbiamo visto i disturbi psicologici e mentali che ha provocato nei mesi la scuola chiusa. Però soprattutto per il nido e le materne, che non sono scuole dell’obbligo, l’allerta dev’essere molto alta. Giusto che con un solo caso si vada in dad è dev’essere fondamentale tenere a casa i bambini anche con un sintomo banale”.