Scuole Milano, l’allarme dell’associazione presidi a iNews24: “4mila tra docenti ancora non vaccinati e mancano i supplenti”

"Per mantenere del servizio dovremo cercare molti supplenti e non so quanti giorni ci vorranno, la procedura è lunga", spiega Matteo Loria, presidente dell'Anp della Lombardia.

Matteo Loria - Foto di Facebook
Matteo Loria – Foto di Facebook

Prevediamo che due o tre elementi del personale scolastico sulle 1.100 circa della Lombardia, non abbia ancora adempiuto all’obbligo vaccinale. Al rientro a scuola sarà un grosso problema”. Ai microfoni di iNews24, Matteo Loria, presidente dell’Associazione nazionale presidi della Lombardia, racconta la situazione delle scuole nella sua Regione. Sui provvedimenti che verranno presi dal Governo denuncia: “Il solito problema è l’incertezza. Domani le scuole saranno chiuse e il 7 dovranno riaprire con una situazione che non è ancora ben chiara. Sarà difficile informare famiglie e personale”.

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In tutta la Lombardia ad oggi ci sono 3 o 4mila lavoratori della scuola, tra docenti e non, che non hanno ancora la dose booster.
Il numero che cita è una stima fatta sulla base dei numeri che i colleghi ci stanno man mano segnalando. Ma l’obbligo vaccinale è entrato in vigore il 15 dicembre. Il personale docente aveva 20 giorni di tempo per mettersi in regola con la vaccinazione. I termini stanno scadendo in questi giorni e solo adesso avremo davvero il conto di quanti non hanno ancora adempiuto all’obbligo. Ma potranno farlo ancora nei prossimi giorni, per poi tornare dopo un’eventuale sospensione”;

Con questa stima sarà difficile riorganizzare il rientro in classe?
La previsione è due o tre elementi del personale scolastico moltiplicato per le circa 1.100 scuole in tutta la Lombardia che non hanno ancora effettuato la terza dose. In ogni caso al rientro sarà un grosso problema far fronte al mantenimento del servizio, perché dovremo cercare molti supplenti e non so quanti giorni ci vorranno”;

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Quindi gli alunni non avranno gli insegnanti?
La procedura per nominare un supplente è lunga e prevede 24 ore di tempo per un’accettazione. Inoltre c’è l’incognita della durata della supplenza perché, come dicevo, il docente titolare nel frattempo potrebbe vaccinarsi e tornare in servizio, quindi il supplente resterebbe in carica per pochi giorni. Non sappiamo se e quanti docenti riusciremo a trovare. Questo è l’aspetto che più ci preoccupa. Per avere un’idea più chiara del numero preciso degli insegnanti non  vaccinati stiamo preparando un foglio Google da inviare a tutti i colleghi in Lombardia, circa 600”;

Tra i docenti e il personale non docente c’è chi, pur avendo adempiuto all’obbligo, è positivo al Sars-CoV-2?
Questo è un ulteriore tema. Tantissimi colleghi stanno segnalando di essere positivi o di aver avuto contatti stretti, quindi sono in quarantena. E in più, non dimentichiamo che c’è l’influenza stagionale. Per cui non so in che condizioni saremo il 10. Alcune scuole tra l’altro, come previsto dal calendario regionale, riapriranno il 7. Manca pochissimo e siamo preoccupati”;

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C’è il rischio di non poter riaprire?
No, perché dobbiamo comunque garantire il servizio. Ci dovremo arrangiare come al solito cercando di utilizzare il personale docente di potenziamento, sdoppiare le compresenze, ridurre la durata delle lezioni facendo entrare le classi dopo e uscire prima. Quest’ultima soluzione è più facilmente percorribile per le scuole superiori e molto meno per gli istituti comprensivi”;

Perché?
I ragazzi delle scuole superiori hanno più autonomia. Invece far uscire prima ed entrare dopo i bambini diventa un problema per i genitori”;

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Avrebbe preferito che si fosse deciso lo slittamento del rientro di qualche settimana?
È chiaro che preferiremo sempre la didattica in presenza, ma vista l’emergenza, più che allungare le vacanze sarebbe stato preferibile affrontare un breve periodo in dad. Non credo che questa situazione si prolungherà per molto ma una o due settimane ci avrebbero agevolato. La situazione poteva essere risolta anche più facilmente, lasciando alle scuole l’autonomia di decidere come procedere, invece di imporre la strada da percorrere. È inutile dettare regole comuni per tutti, perché ogni scuola è una realtà a sé”;

Le scuole hanno gli strumenti per poter mettere in pratica le regole che verranno approvate sulla quarantena?
Noi continuiamo a sperare nel sostegno degli organi sovraordinati, però fino ad ora non ci sono venuti incontro. Sulle scuole è stato scaricato ogni tipo di incombenza, compresa quella sanitaria. Siamo stati noi a decidere se mettere le classi in quarantena in attesa che gli altri enti ci rispondessero. Gli esiti dei tamponi tardavano ad arrivare, mentre noi avevamo l’urgenza di prendere delle decisioni”;

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Sono arrivate le mascherine Ffp2?
Sono in consegna, ma saranno distribuite solo in determinati casi. Nelle scuole dell’infanzia, al personale e nelle altre solo quando si è in presenza di uno studente che non può indossare la mascherina per motivi di salute. Se non cambierà, al momento la norma è questa”;

Le decisioni diventeranno ufficiali nelle prossime ore.
Il solito problema è l’incertezza. Andiamo avanti così da due anni. Purtroppo i mesi precedenti non hanno insegnato nulla e le decisioni vengono sempre prese all’ultimo momento. Domani le scuole saranno chiuse e il 7 dovranno riaprire con una situazione che adesso (5 gennaio ndr) non è ancora ben chiara. Sarà difficile informare famiglie e personale”;

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Resta l’incognita del numero degli alunni che durante le vacanze di Natale non hanno comunicato alle scuole di essere positivi. Si rischiano aule vuote?
Lo scopriremo venerdì mattina o lunedì. Nei giorni di apertura della mia scuola sono arrivate alcune segnalazioni perché avevo raccomandato gli studenti di farmi sapere anche durante le vacanze se fossero stati positivi. Sicuramente però, ne sono arrivate meno di quelle che ci sono state in realtà. Ma ce ne saranno altre e già adesso il numero sta crescendo”;

In caso di positivi in classe, siete pronti alla didattica mista?
Come abbiamo deliberato all’inizio dell’anno in collegio docenti, se ci sono studenti positivi, resteranno a casa in dad, gli altri continueranno in presenza regolarmente. Questo è previsto anche dalla legge solo in caso di positività o contatto stretto”;

Siete pronti invece, alla dad?
Dopo i due anni che abbiamo passato siamo pronti a tutto”.