Scuola, l’allarme della preside a iNews24: “Personale quasi tutto positivo, il rientro in classe sarà una bomba”

"Quasi tutti, docenti e non docenti sono vaccinati ma ad oggi sono positivi al virus, quindi il loro certificato è sospeso", spiega la dirigente scolastica.

Valeria Pirone, dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo Vittorino Da Feltre di San Giovanni a Teduccio - Foto di Facebook
Valeria Pirone, dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo Vittorino Da Feltre di San Giovanni a Teduccio – Foto di Facebook

In questo momento la maggior parte del personale docente e non, pur essendo vaccinato, è positivo al Covid. Il 10 molti di loro non potranno venire a scuola, mi chiedo come organizzeremo le lezioni”. Valeria Pirone, dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo Vittorino Da Feltre di San Giovanni a Teduccio, ai microfoni di iNews24, avanza l’ipotesi di trovare un punto di incontro per il rientro a scuola il 10 gennaio: “Suggeriamo un orario ridotto. Ad esempio, facendo tre ore in presenza e continuando il pomeriggio con la dad”.

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Il Governo sembra orientato a non spostare la data del ritorno in classe e alla didattica in presenza.
Proprio in questo momento sono a scuola e ho davanti a me la piattaforma che rileva il personale che è in regola con il Green pass rafforzato. Quasi tutti, docenti e non docenti sono vaccinati ma ad oggi sono positivi al virus, quindi il loro certificato è sospeso. È un’incongruenza che forse il Governo non ha tenuto in considerazione. Qualche giorno fa in Campania abbiamo avuto 14mila contagi ed è chiaro che questo dato ci riguarda da vicino. Chiunque ha qualche legame con il mondo della scuola, che ci lavori o la frequenti o abbia uno studente in famiglia”;

Le regole della quarantena cambieranno…
Ma non ci sarà più solo sotto alcune condizioni”;

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Come si farà al ritorno in classe il 10 gennaio?
Siccome ci sono le vacanze scolastiche, in molti manderanno il certificato il 10. E sarà complicato procedere con le sostituzioni a causa di una serie di limiti burocratici rendono difficile organizzare il lavoro. Anche molti collaboratori scolastici sono positivi. Quindi mi chiedo chi si occuperà della sanificazione, di areare i locali, della pulizia e degli ingressi. È facile dire che la scuola deve essere a tutti i costi in presenza, ma in trincea ci siamo noi ed è difficilissimo”;

Qual è la sua proposta per il Governo?
Preciso che nessuno discute sul fatto che la scuola in presenza sia da preferire. Ma in questo momento non abbiamo le condizioni per garantire sei ore, figuriamoci le otto della scuola dell’infanzia. Potremmo quindi venirci incontro a metà strada, suggerendo un orario ridotto. Ad esempio facendo tre ore in presenza e continuando il pomeriggio con la didattica a distanza”;

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È facile in questo momento organizzare la didattica mista?
Il problema è ancora una volta la mancanza di docenti. C’è un protocollo condiviso delle scuole che prevede di avere due insegnanti in classe per poterla attuare nella scuola di primo grado. Non è pensabile che un solo insegnante in prima elementare badi contemporaneamente ai bambini in classe e a casa”;

Crede che posticipare il ritorno in classe faciliterebbe la situazione?
Fermarsi due settimane non cambia la storia dell’anno scolastico. Quest’anno abbiamo cominciato prima. Fare la didattica mista o la dad non comprometterebbe assolutamente l’anno scolastico, ma consentirebbe di fare le cose nel modo giusto”;

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È d’accordo con l’ipotesi di mandare in quarantena gli studenti non vaccinati?
Io mi dissocio da questo. La scuola unisce, non divide. Un bambino non può sentirsi diverso dai suoi compagni sulla base di una decisione che non è sua. A scuola non si ragiona così”;

Cosa accadrà il primo giorno di scuola il 10 gennaio con la didattica in presenza, se la decisione venisse confermata?
Esploderà una bomba. Tra l’altro i dati che saranno attendibili solo il 10 gennaio, perché i genitori comunicheranno la positività dei figli solo quando riprenderà la scuola. Sto pensando di convocare ad horas un Consiglio di istituto almeno per ridurre l’orario. Ci sentiamo feriti da chi ci governa, abbandonati. È come se non volessero confrontarsi con la realtà e ci lasciassero affrontare le cose da soli. Dopo il mondo sanitario viene il mondo della scuola, che è stremato. Senza armi non si possono combattere le guerre, soprattutto ora che l’emergenza coinvolge anche i bambini in età scolare”;

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Prima della quarta ondata com’è stata la situazione nella sua scuola?
Fino a novembre è andata abbastanza bene. Le prime due settimane di dicembre sono state complesse, con tante classi in quarantena e la dad. Abbiamo accolto le vacanze natalizie con un sospiro di sollievo. Poi abbiamo visto i dati impennare e adesso la situazione è ancor più complessa che prima di Natale. Il registro dove annotiamo i contagi è pieno. Come ho detto, parte del personale adesso è a casa contagiato e questo pone un limite enorme. E il dato dei bambini è falsato perché molti genitori comunicheranno la positività dei figli il 10 gennaio”.