Aumento contagi, Miozzo a iNews24: “La soluzione è l’obbligo vaccinale e limitazioni per i no vax”

L’ex coordinatore del Cts, Agostino Miozzo, parla di “scelta difficile” per il Cts in riferimento alla quarantena breve per i vaccinati: “Si tratta di adeguare la risposta scientifica a delle necessità di carattere politico, sociale ed economico”. Sull’aumento dei casi e sul mancato tracciamento: “Con i numeri registrati in questi ultimi giorni qualsiasi tipo di tracciamento era impossibile”

Agostino Miozzo
Agostino Miozzo (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

Professore, proprio oggi il Cts si esprimerà sulla richiesta di abolizione della quarantena per i vaccinati, lei che ne pensa?

“Penso che sia un quesito di carattere politico estremamente rilevante che pone il Cts in una situazione molto complessa, perché in questo momento è difficile adeguare la risposta scientifica a delle necessità di carattere politico, sociale ed economico. Ogni possibile indicazione andrà valutata con molta prudenza e attenzione perché, se da una parte si può dare riscontro ad una serie di necessità del Paese, dall’altra rischia di essere un precedente molto pericoloso. Non c’è dubbio che si tratti di una decisione scientifica estremamente difficile”

Quanto è rischioso abbassare i tempi dell’isolamento se non addirittura annullarli?

“Il problema è semplice: noi sappiamo che il virus, soprattutto nella nuova variante interessa anche le persone vaccinate, alle quali però non crea particolari problemi se non quello di trasformarle in potenziali diffusori.  Quindi, io da tri-vaccinato sono tranquillo rispetto alle conseguenze più gravi della malattia, ma se mi confronto con un 70enne non vaccinato, allora per lui sono un rischio”

La soluzione quale potrebbe essere?

“Ce ne sono due. La prima è quella di andare verso l’obbligo vaccinale che risolverebbe sostanzialmente gran parte dei problemi, oppure fare come in Austria e in Germania, dove hanno limitato la libertà di movimento e di esposizione al rischio di chi non si è vaccinato. Io sono d’accordo che un tri-vaccinato non debba stare in quarantena per un periodo così prolungato, anche perché con i numeri di diffusione che abbiamo oggi rischiamo effettivamente di paralizzare il sistema, però dobbiamo anche considerare che in Italia abbiamo ancora qualche milione di persone che non sono vaccinate”

E quindi?

“Quindi o mettiamo queste persone nella condizione obbligatoria di vaccinarsi, oppure di non essere esposte al rischio, come d’altronde hanno fatto altri paesi europei che di certo non sono dittature, ma che democraticamente hanno scelto di imporre un meccanismo di tutela nei confronti di chi non vuole essere protetto attraverso altri sistemi”

L’aumento dei contagi e il tracciamento saltato

Origine Covid
(Foto: Getty)

In questi giorni sentiamo spesso ripetere che il tracciamento è saltato. Secondo lei c’era modo di evitarlo?

“Con i numeri registrati in questi ultimi giorni e con il limitato sistema di gestione delle risorse che abbiamo, qualsiasi tipo di tracciamento era impossibile. Con questo livello di diffusione siamo ben al oltre la nostra capacità”

La variante Omicron sta correndo più del previsto?

“Dobbiamo renderci conto che siamo di fronte ad una pandemia che ormai ci ha reso edotti a forza di imprevisti ed è così sin dall’inizio. Dobbiamo essere preparati a qualsiasi imprevisto e mettere in atto una strategia di resilienza, solo così potremo uscirne. Oggi è una variante Omicron ad altissima diffusione, ma domani potrebbe essercene un’altra, anche perché nel pianeta ci sono ancora qualche miliardo di persone non vaccinate, e non perché siano no-vax, ma perché non siamo in grado di distribuire i vaccini nei paesi più disgraziati. Non è semplice, ma dobbiamo sforzarci di rendere prevedibile anche l’imprevedibile”

Ieri intanto abbiamo registrato il record di contagi dall’inizio della pandemia e sono in aumento anche i ricoveri in ospedale e i decessi. Nei prossimi giorni che livelli potremo raggiungere?

“Sappiamo tutti che la situazione è nettamente diversa rispetto allo scorso anno, quando avevamo numeri altissimi sia di terapie intensive che di ospedalizzazioni. Oggi se riuscissimo a mantenere un buon controllo delle terapie domiciliari e una riduzione dei ricoveri in area ospedaliera, probabilmente con qualche altro provvedimento riusciremmo ad uscirne, ma dobbiamo comunque aspettarci un innalzamento dei numeri nei prossimi giorni perché le vacanze e gli incontri familiari non sono favorevoli al contenimento, anzi purtroppo sono un elemento a favore dell’aumento della diffusione”

Quando finirà questa quarta ondata?

“Abbiamo ancora qualche settimana, qualcuno dice verso fine febbraio. Credo che potremo immaginare di uscirne  più o meno con l’arrivo della primavera, quando le temperatura consentiranno la riapertura delle finestre e il ritorno alla vita all’aria aperta. Ciò non toglie che potrebbero comparire altre varianti e in quel caso dovremo comportarci di conseguenza, perché non siamo in grado di sapere come saranno. Chissà, magari il Coronavirus diventerà diffusivo come il morbillo, in quel caso vorrà dire che dovremo vaccinarci con la quarta, quinta e sesta dose, altrimenti continueremo a rischiare ancora per molto tempo”