Perché Israele ha deciso di somministrare la quarta dose del vaccino anti-Covid

L’obiettivo del secondo richiamo è proteggere la popolazione più fragile e di conseguenza evitare troppa pressione sugli ospedali. 

(Getty Images)

In Israele la somministrazione della quarta dose del vaccino anti-Covid potrebbe iniziare già domenica. Si attende l’ok da parte del direttore generale del ministero della Sanità Nachman Ash, su consiglio del team di esperti nella lotta alla pandemia. 

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A dare la notizia, la tv Canale 12, ricordando che le casse tue sono già state avvisate della necessità di inoculare la dose agli over 60, alle persone immunodepresse e agli operatori sanitari. Secondo il ministro Nitzan Horowitz sono ancora in corso consultazioni in merito con esperti in Gran Bretagna e negli Usa. 

L’obiettivo del secondo richiamo, come ha spiegato il primo ministro Naftali Bennett, è proteggere la popolazione più fragile e di conseguenza evitare troppa pressione sugli ospedali. 

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“La quarta dose aiuterà ad affrontare Omicron”

I cittadini di Israele sono stati i primi al mondo a ricevere la terza dose e continuiamo ad essere pionieri anche con la quarta”, ha affermato il premier, esprimendo la condizione che “aiuterà ad attraversare l’ondata di Omicron che sta investendo il mondo”. 

Un anno fa Israele è stato uno tra i primi Paesi al mondo ad avviare una campagna di vaccinazione di massa a livello mondiale, grazie a un accordo con i produttori Pfizer/BioNTech: il Paese avrebbe ricevuto i vaccini in anticipo, a patto di condividere i dati sanitari sull’impatto della campagna vaccinale. 

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I dati preliminari non ancora pubblicati segnalano un calo di efficacia di Pfizer in Israele anche dopo tre mesi. Un team tedesco ha parlato di una diminuzione del 25% dopo tre mesi, ma sono in corso degli studi. Anche la Germania sta pensando alla quarta dose di vaccino, come ha affermato il ministro della Salute Karl Lauterbach.