Denise Pipitone scomparsa, dal passato spunta una telefonata inquietante

Denise Pipitone scomparsa, dal passato spunta una telefonata inquietante. La testimonianza di una donna condannata per omicidio 

In attesa di conoscere la decisione del gip di Marsala sull’archiviazione o meno dell’ultima i chiesta per la scomparsa di Denise Pipitone, il caso si arricchisce di una nuova testimonianza. Un intreccio tanto clamoroso quanto impossibile tra due madri siciliane che per motivi diversi hanno perso i loro figli, Piera Maggio e Veronica Panarello.

Denise Pipitone, arriva la diffida di Piera Maggio
Denise Pipitone e la madre Piera Maggio (foto ©Rai)

Piera lotta da quel 1° settembre 2004 alla ricerca di sua figlia e della verità. Veronica invece due anni fa è stata condannata in via definitiva dalla Cassazione a 30 anni per aver ucciso il piccolo Lorys, suo figlio, a Santa Croce Camerina a fine 2014. I giudici hanno riconosciuto la sua volontà di manipolatrice e la sua capacità di intendere, ma ora spunta dal passato una telefonata rivelatrice.

L’ha fatta ascoltare ‘Quarto Grado’ ed è un risvolto inquietante: due settimane esatte dopo la sparizione di Denise da Mazara del Vallo, Piera Maggio ricevette una telefonata. Dall’altra parte c’era Veronica Panarello, all’epoca 16enne e non ancora diventata tristemente celebre per le sue azioni.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE >>> Denise Pipitone, settimana decisiva per la verità: può cambiare tutto

Denise Pipitone scomparsa, quella telefonata ancora oggi mette i brividi

Cosa rivelò Veronica Panarello in quella telefonata? Semplicemente che due giorni prima, vicino a casa di sua zia, avrebbe notato una Fiat Punto con a bordo due uomini. Uno dei quali stava tenendo una bambina che lamentava conati di vomito. “Mi sono avvicinata alla bambina e le ho posato una mano sulla fronte da fornirle un minimo di assistenza”, si sente nella telefonata, registrata perché il numero della Maggio in quei giorni era sotto controllo.

(Facebook)

E aveva continuato dicendo di aver riconosciuto Denise, la cui foto in quei giorni era ovunque, tra telegiornali e altri media. Nei giorni successivi Veronica era stata sentita dagli  inquirenti, ma non era emerso nessun riscontro nel suo racconto di Panarello anche se lei aveva cercato di essere molto precisa. Disse infatti di aver notato vicino all’occhio della bambina quello che le sembrava un graffio e che in realtà era una cicatrice.

Nessuna conferma allora di quella testimonianza, nessuna prova oggi che Veronica Panarello possa effettivamente aver visto Denise vicino a casa sua. Ma è drammatico pensare a come il destino di queste due donne si sia incrociato in tempi non sospetti.