Vaccini ai bambini, Franco Locatelli: “In questo momento sono la priorità”

Gli effetti collaterali sono “riassumibili con un po’ di febbre, i casi di miocardite nell’era più piccola, 5-11 anni, sono più rati rispetto a quelli già rari negli adolescenti, che si risolvevano comunque spontaneamente”. 

Positiva dopo vaccino
Franco Locatelli (Foto: Facebook)

Il 16 dicembre si inizia a vaccinare i bambini. Invito i genitori a fare loro un bel regalo di Natale”. Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Comitato tecnico scientifico, a Che Tempo che fa su Rai 3 ha esortato così i genitori a vaccinare i loro figli. Durante il programma di Fabio Fazio, il professore ha spiegato quali sono i punti a favore della vaccinazione nella fascia di età che va dai 5 agli 11 anni, sulla base degli studi effettuati negli Stati Uniti d’America. 

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I vaccini in età pediatrica hanno dei riscontri positivi per quel che riguarda il loro profilo di sicurezza, sia degli studi registrativi, sia anche da quella che si chiama Real-World Evidence, cioè quanto emerge per esempio negli Stati Uniti, dove è da tempo che la campagna di vaccinazione pediatrica è iniziata”, ha spiegato Locatelli. 

Non ci sono segnali di allerta e non dimentichiamoci che il dimensionamento campionario degli studi viene concordato con le agenzie regolatorie, quindi anche in quella fase c’è un filtro da parte delle agenzie regolatorie”, ha aggiunto ai microfoni di Fazio. 

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Secondo Locatelli, vaccinare i bambini è una priorità, “per tutelare la loro salute, questo è un concetto che da pediatra devo sottolineare, perché seppur raramente, i bambini possono sviluppare forme gravi di patologia, la fascia tra i 6 e gli 11 anni è quella in cui in assoluto in questo momento vi è una maggior crescita dei contagi”. 

Franco Locatelli: “I bambini vanno vaccinati anche per continuare la scuola in presenza”

Il capo del Consiglio superiore di sanità ha posto l’attenzione anche sulla scuola: “Vanno anche vaccinati per tutelare la loro presenza a scuola, la didattica in presenza è fondamentale per la strutturazione della personalità e i loro spazi sociali ed educativi”. 

Gli effetti collaterali, spiega Locatelli sono “riassumibili con un po’ di febbre, i casi di miocardite nell’era più piccola, 5-11 anni, sono più rati rispetto a quelli già rari negli adolescenti, che si risolvevano comunque spontaneamente”.