Giornata mondiale contro Aids, LILA a iNews24: “I farmaci antiretrovirali devono essere gratuiti. Oggi in sit-in al Ministero”

"Sull'HIV ci sono discriminazioni che non hanno senso. Ancora oggi, persone vengono sfrattate di casa e hanno problemi al lavoro".

Mix farmaci Aids
Farmaci contro Aids – archivio (Foto: Getty)

In Italia i farmaci retrovirali per curare l’HIV e l’AIDSsono interamente a carico delle persone che vogliono utilizzarli e sono molto costosi”. Per questa ragione oggi l’associazione LILA (Lega italiana per la lotta contro l’AIDS), insieme ad altre, partecipa a un sit-in al Ministero della Saluteper chiedere che la prEP sia resa accessible e rimborsata dallo Stato”. Ai nostri microfoni, Giacomo Dessì, volontario di LILA, in occasione della Giornata mondiale contro l’AIDS.

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Sulla base dei dati da voi raccolti nel LilaReport2021 sull’Aids parlate di una quadro che non è sereno in Italia. Perché?
I dati ufficiali del 2020 riportano un crollo delle nuove diagnosi. Questo può essere dovuto sia a un calo reale, sia al fatto che il sistema di raccolta delle informazioni è molto carente. Ad esempio, non sappiamo quanti test HIV vengono fatti per motivi di screen o prevenzione. Ma sappiamo solo quanti sono quelli positivi. Bisogna capire qual è stato l’impatto del lockdown sulla funzionalità dei centri che si occupano della prevenzione. Questo non è stato chiarito”;

Avete dati in merito?
Il 10% dei novemila contatti analizzati nel Report e che si sono rivolti ai nostri canali di comunicazione, hanno segnalato problemi di accesso alle strutture di cura, di testing e nel reperimento dei farmaci”;

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Come viene percepita oggi l’AIDS nella società?
Lo stigma c’è ed è presente. Ci sono discriminazioni che colpiscono le persone con HIV e manca l’informazione più importante: chi contrae il virus ma si sottopone alla terapia, può arrivare ad avere una carica virale non rilevabile, quindi non trasmissibile. Questa è evidenza scientifica, ma in Italia, a parte le associazioni, nessuno si preoccupa di comunicare che le persone con l’HIV non sono più un pericolo per gli altri. A contagiare sono le persone che non conoscendo il loro status e non entrano in terapia”;

Che tipo di discriminazioni esiste?
Ai nostri centralini quest’anno sono arrivate chiamate da persone che hanno rischiato di perdere il lavoro, o essere sfrattati dal proprietario di casa. Inoltre se si ha l’HIV in Italia non è possibile ambire alla carriera militare. Sono discriminazioni che non hanno senso”;

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Come fare a proteggersi dall’HIV?
La maggior parte dei contagi avviene per via sessuale. Se si sono corsi dei rischi quindi, è bene fare un test per l’HIV. In primo luogo bisogna usare il preservativo sia maschine che femminile o sottoporsi alla prEP (profilassi per esposizione ndr.);

Cos’è la prEP?
È una strategia di prevenzione che ormai esiste da diversi anni. Si basa sull’utilizzo dei farmaci antiretrovirali. In altri Paesi questa modalità sta effettivamente contribuendo al calo delle nuove diagnosi, ma in Italia è interamente a carico delle persone che vogliono utilizzarla ed è molto costosa. Questo è il motivo per cui oggi saremo al Ministero della Salute per un sit-in proprio per chiedere che la prEP sia resa accessibile e rimborsata dallo Stato”;

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Qual è la differenza tra l’HIV e l’AIDS?
Avere l’HIV significa essere stati contagiati dal virus. L’AIDS riguarda invece le persone che non hanno avuto accesso alla terapia in tempi precoci rispetto all’esordio. Cioè, sono state contagiate senza saperlo e non si sono sottoposte alla terapia con il trattamento che permette a chi ha contratto il virus di non entrare nello stadio dell’AIDS”;

Quindi l’HIV è il virus, l’AIDS la malattia?
Lo stadio dell’AIDS è riferito da parametri clinici molto semplici che riguardano in particolare il deterioramento del sistema immunitario che viene aggredito dal virus dell’HIV. Chi segue regolarmente la terapia può tornare ad avere una situazione normale da quel punto di vista. Quindi anche se ha avuto la diagnosi dell’AIDS può riequilibrare il suo sistema immunitario e vivere serenamente. Nei Paesi in cui la sanità è accessibile e gratuita, le persone con l’HIV si possono curare e svolgere la loro vita come le persone che non ne sono affette. Nei Paesi meno progrediti non è possibile a causa delle scarse risorse economiche necessarie per acquistare i farmaci. Lì le persone muoiono e continuano a contagiare altre persone. Noi siamo nella parte del mondo che ci garantisce le cure”;

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Come si cura l’AIDS?
Tutte le persone con HIV, che siano in buona salute o hanno l’AIDS, seguono il trattamento antiretrovirale. Dal ’96 abbiamo a disposizione farmaci in grado di contrastare la replicazione del virus e anche abbassare la carica virale. Le terapie di oggi sono molto più semplici, la scienza ha fatto progressi enormi. A fine anni Novanta le persone dovevano prendere anche 10, 12 pastiglie al giorno. Oggi invece solo 1 o 2 e la ricerca sta facendo passi in avanti per una terapia iniettabile. Questo vuol dire che chi vorrà, potrà fare una puntura al mese o magari due all’anno, così da abbandonare le pillole. Vent’anni fa sarebbe stato inimmaginabile”;

Cosa va fatto se si è appena saputo di avere l’HIV?
La prima cosa da fare è rivolgersi al centro malattie infettive più vicino per essere presi in carico dal servizio. Da questo momento in poi si procederà con analisi più approfondite e il prima possibile, con il trattamento antiretrovirale”.