Variante sudafricana, Pregliasco a iNews24: “Temiamo che possa sfuggire al vaccino ed essere più contagiosa”

La comunità scientifica è preoccupata, "perché in poco tempo è diventata il 30% della quota degli isolamenti in quella parte del Paese".

Covid-19 pregliasco
Fonte: Facebook

“Ci preoccupa perché in poco tempo è diventata il 30% della quota degli isolamenti in quella parte del Paese”. Ai nostri microfoni Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’Irccs Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, sulla nuova variante sudafricana.

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Professore, cosa si sa finora della B.1.1.529, la nuova variante del virus Sars-CoV-2 identificata in Sud Africa?
Ci preoccupa perché in poco tempo è diventata il 30% della quota degli isolamenti in quella parte del Paese. È una combinazione di variazioni che già si conoscono ed altre nuove, per un totale di trentadue. È in corso un’indagine che necessiterà ancora di una settimana circa per capire meglio quali sono le caratteristiche”;

La comunità scientifica è preoccupata?
Il timore ovviamente è che sfugga al vaccino e che possa essere più contagiosa. C’è di buono che la metodologia dell’Rna permette un veloce eventuale aggiornamento della composizione del vaccino: le aziende hanno parlato di cento giorni. L’aspetto positivo è che oggi si è in grado di monitorare le varianti. La paura è che questa variazione possa determinare ulteriori buchi all’orizzonte rispetto all’andamento negativo che c’è in Nord Europa”;

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Nel frattempo che questa variante venga studiata, cosa bisogna fare per proteggersi?
Continuare come stiamo facendo, anzi rafforzare l’attenzione rispetto alla diffusione e cercare aumentare i controlli. In termini precauzionali sono stati già fermati i voli. Dobbiamo andare avanti con i vaccini, perché in ogni caso, anche se non ci aspettiamo che possano perdere completamente l’efficacia, questa variante potrebbe ridurre la quota percentuale”;

In Sud Africa i vaccini scarseggiano, quindi è più facile che si sviluppino varianti. Crede che vada gestita meglio la campagna vaccinale a livello mondiale per garantire a tutti i Paesi meno sviluppati di disporre dei sieri anti-Covid?
Purtroppo questo è un problema non solo per il Sud Africa ma per il mondo intero. Spero che possa esserci la disponibilità di più vaccini e anche un’organizzazione complessiva per distribuirli. Ci sono delle iniziative, ma non è facile perché in quelle zone c’è sempre diffidenza nella popolazione”;

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Si sta dando priorità ai Paesi sviluppati, ma si stanno lasciando indietro quelli in via di sviluppo…
Certo, è chiaro ed è triste, ma ora ci sono sforzi e iniziative. Non si tratta solo di dare a questi Paesi la ricetta del vaccino, ma anche di avere la capacità tecnica, i materiali e la disponibilità a produrli”;

Qualcuno dice che nei Paesi in via di sviluppo potrebbe essere somministrato Astrazeneca…
Astrazeneca non è un cattivo vaccino, anche se purtroppo è stato massacrato da una comunicazione sbagliata. Non è una questione di dare i rimasugli”;

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È arrivato l’ok dell’Ema per i vaccini ai bambini dai 5 agli 11 anni, si attende il via libera dell’Aifa…
Credo che sia un elemento positivo e necessario, soprattutto in questo momento. A causa della variante Delta anche nei bimbi il virus non è una passeggiata, e c’è il rischio del long-Covid. I dati sono già confortanti negli Usa che hanno somministrato 2 milioni e mezzo di dosi nei bambini”;

Crede che vadano vaccinati tutti i bambini indistintamente?
Assolutamente sì. È fondamentale vaccinare tutti e in un secondo momento penseremo a fare i richiami solo ai soggetti fragili. In questo momento ridurre l’impatto sarebbe un vantaggio anche per i bambini, che potranno continuare ad andare a scuola”;

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Dal 6 dicembre potrebbe entrare in vigore il Super Green pass…
Mi sembra un elemento necessario per cercare di non arrivare al lockdown e per trovare un compromesso nella speranza che possa essere sufficiente a salvare il Natale”;

Che Natale sarà?
Ci sarà un impegno maggiore e un incremento del numero dei casi. Ma, nella gestione complessiva, tutto dipenderà dai vaccini e dal buonsenso”.