Vaccini, terza dose dopo cinque mesi: la nuova circolare del ministero

Settimana decisiva anche per il nuovo decreto che dovrà dare il via al “super green pass”, valido solo per i vaccinati e i guariti.

Il Green Pass (foto Shutterstock).
Il Green Pass (foto Shutterstock).

Green pass solo per i vaccinati e controlli per chi arriva dai Paesi con un alto numero di contagi e basse percentuali di vaccinati. Queste le richieste presentate al Governo da Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni. 

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Intanto Roberto Speranza, ministro della Salute, ha fatto sapere ai governatori che la terza dose verrà somministrata dopo cinque mesi dalla seconda. 

La circolare del Ministero: “Terza dose dopo cinque mesi”

“Tenuto conto dell’attuale condizione di aumentata circolazione virale e ripresa della curva epidemica e in un’ottica di massima precauzione, a partire dal giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della relativa determina a cura di Aifa, l’intervallo minimo previsto per la somministrazione della sode “booster” (di richiamo) con vaccino a m-Rna, alle categorie per le quali è già raccomandata (inclusi tutti i soggetti vaccinato con una unica dose di vaccino Janssen) e nei dosaggi autorizzati per la stessa, è aggiornato a cinque mesi (150 giorni) dal completamento del ciclo primario di vaccinazione, indipendentemente dal vaccino precedentemente utilizzato”, si legge nella circolare a firma di Giovani Rezza, direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute. 

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Il provvedimento verrà pubblicato in Gazzetta oggi, martedì 23 novembre, e sarà in vigore da domani mercoledì.

Il “super Green pass” nel nuovo decreto

Questa è la settimana decisiva anche per il nuovo decreto che dovrà dare il via al “super green pass”, che consentirà solo ai vaccinati e ai guariti di frequentare i luoghi a maggior rischio contagio come bar, piscine, palestre, ristoranti, teatri e cinema. 

Il pressing dei presidenti di Regione viene dal timore che aumentino i contagi in vista delle festività natalizie e della stagione turistica invernale. La preoccupazione è che la quarta ondata possa avere ricadute “sulla ripresa economica e sulle attività sociali”. 

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Le reazioni dei presidenti di Regione

Le chiusure generalizzate dopo le vaccinazioni sono sarebbero sopportabili”, ha affermato Fedriga, ed ha aggiunto: “Anche passaggio di zona a prescindere, determina l’annullamento delle prenotazioni perché i gestori non sanno se potranno andare, se potranno tenere le attività aperte, le piste da sci aperte. Chi è vaccinato deve avere minori restrizioni”.

Anche Attilio Fontana, presidente della Lombardia è sulla stessa linea, come scrive il Corriere della Sera: “Non dobbiamo né possiamo aspettare altro tempo. Non possiamo aspettare che il virus detti le regole di gioco. Servono provvedimenti rapidi, limitati a fascia di persone. Un green pass che consenta attività solo a chi è vaccinato/guarito. Non deve esserci inerzia. Importante tutelare sicurezza, aperture, continuità delle attività commerciali e imprenditoriali e tutelare chi ha fatto il proprio dovere, ha rispettato le richieste dello Stato”. 

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L’unica misura assentata”, secondo il presidente della Liguria Govanni Toti al Corriere della Sera, è “attribuire un regime di chiusure alla qualità soggettiva delle persone, ovvero dall’assenza o meno del certificato derivante da vaccinazione e non su territori dove operano soggetti in condizioni molto diverse. Quindi applicare zone, oppure un criterio univoco fin dall’inizio basato su qualità persona vaccinata o meno e non su specificità del territorio”. Inoltre chiede anche “obbligo vaccinale sulla terza dose a sanitari e operatori delle Rsa, dove c’è una certa indolenza anche nel personale medico e alte professioni sanitarie. Così come potrebbe aiutare una validità più breve del green pass e anche dei tempi della terza dose”.