Super Green pass, giro di vite per i no vax: come funziona e quando parte

Super Green pass, giro di vite per i no vax: come funziona e quando parte la stretta  per arginare la quarta ondata di Covid in Italia

Non è ancora in vigore ma ha già un nome, seppure ufficioso. In Italia debutterà presto il Super Green pass, giusto il tempo di limare le differenza tra richieste delle Regioni ed esigenze del governo. ma è considerato l’unico modo per mettere un freno alla quarta ondata di contagi da Covid-19 in Italia pensando soprattutto alle prossime settimane caldissime sul fronte di acquisti e vacanze.

Mario Draghi (Getty Images)

Sarà messo tutto nero su bianco a metà settimana dopo l’incontro definitivo tra il premier Draghi, i suoi ministri e le Regioni. Un decreto per suonare la sveglia a tutti quegli italiani che per scelta e per pigrizia hanno deciso di non vaccinarsi. Il principio di fondo è chiaro: anche se scatteranno alcune limitazioni, non saranno per i vaccinati, per differenziare chi ha aderito alla campagna e chi invece non lo ha fatto.

Quindi, a meno che l’Italia non ripiombi nei mesi tragici di primavera e autunno 2020, nessun lockdown generalizzato come invece imporrà prestissimo l’Austria. Ma piuttosto il modello suggerito da alcuni governatori è quello tedesco caratterizzato da due sigle che nulla c’entrano con la tecnologia. Il 2G sta per Geimptf e Genesen, cioé Vaccinati e Guariti: a loro un Green Pass che apre tutte le porte. Poi però anche un certificato 3G, per ricorrere al tampone, con accesso vietato ad attività culturali, sociali e ricreative. Tassativamente proibiti invece per i no vax i luoghi di incontro come bar, ristoranti, cinema, teatri ma anche palestre, piscine, discoteche e stadi.

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Super Green pass, giro di vite per i no vax: tutte le novità in arrivo

Chi non sarà in possesso del Green Passs (Super o meno), per recarsi sul posto di lavoro dovrà sottoporsi al tampone. Al vaglio del governo c’è la riduzione della validità dei tamponi: il test antigenico potrebbe passare da 48 a 24 ore e quello molecolare da 72 a 48 ore.

(Getty Images)

Altra novità in discussione è la possibilità di estendere il Green pass a categorie che ora non ne hanno necessità, come chi adopera servizi e mezzi pubblici. Quindi, nel caso, non si potrà più salire sull’autobus, sul tram o in metropolitana senza Green pass.  Ma cosa succederà nel caso una regione o una provincia autonoma cambi colore? In ogni caso le restrizioni (come le 4 persone massime consentite al tavolo di un ristirante o bar) scatteranno, almeno secondo l’idea proposta al governo, solo per i non vaccinati.

Allo studio però c’è anche la possibilità di ridurre la validità dei Green pass, passandoli dagli attuali 12 mesi a 9 mentre l’obbligo della terza dose scatterebbe a 5 mesi dalla seconda e non a 6 come è adesso. Infine Palazzo Chigi  sta lavora anche sull’obbligatorietà della terza dose di vaccino per alcune categorie, come quella del personale sanitario, i docenti e le forze dell’ordine.