Kyle Rittenhouse, che uccise due manifestanti antirazzisti a Kenosha, è stato assolto

“Non c’è stata giustizia per Anthony e per le altre vittime”, ha fatto sapere la famiglia di una delle vittime, Huber, in una nota.

Kyle Rittenhouse - Foto di Getty Images
Kyle Rittenhouse – Foto di Getty Images

Kyle Rittenhouse non è colpevole. Il 19enne è stato prosciolto ieri, venerdì 19 novembre, dall’accusa di aver ucciso due manifestanti, Joseph Rosenbaum e Anthony Huber, e di averne ferito un terzo, Gaige Grosskreutz.

Rittenhouse rischiava l’ergastolo per omicidio e altri quattro capi di imputazione. A dare la notizia è il Corriere della Sera, che spiega come la sentenza stia suscitando proteste ed emozioni. Fuori dal Tribunale si sono raccolti i manifestanti e le autorità non hanno nascosto preoccupazione per le prossime notti. Ritengono infatti, che le frange più violente potrebbero assaltare negozi o edifici pubblici. 

I familiari di Huber: “Non c’è stata giustizia”

Non c’è stata giustizia per Anthony e per le altre vittime”, ha fatto sapere la famiglia di una delle vittime, Huber, in una nota. Durante il processo la giuria ha accolto la tesi dei legali di Kyle secondo cui il ragazzo avrebbe agito per legittima difesa: “Fu ripetutamente attaccato e sparò per salvarsi la vita”.

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Gli indizi raccolti dalla Procura sono stati rigettati anche grazie all’utilizzo dei droni. Il pubblico ministero riteneva invece che “Rittenhouse era in cerca di guai, quella notte, insieme con i suoi compagni della milizia”, scrive ancora il Corriere. Le fasi principali del processo al giovane sono state trasmesse in tv e il caso ha fatto ancora una volta riaccendere la polemica sull’utilizzo delle armi e sulla nozione di autodifesa.