Governo, la maggioranza si divide due volte in Senato, il premier: “Normali dinamiche parlamentari”

Il senatore Andrea Marcucci smentisce: "Draghi deve restare dove sta, lo pensano tutti i partiti".

Il premier Mario Draghi (Getty Images)

Caos nella maggioranza al Senato, che pur avendo approvato il decreto legge che fissa nuovi limiti alle capienze nei luoghi pubblici in riferimento alla pandemia, ha trovato difficoltà nell’approvazione di due emendamenti.

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Quali sono i due emendamenti della “discordia”

Uno riguarda la capienza massima sui bus turistici presentato da FI e Lega, su cui era stato espresso parere negativo; i Dem inizialmente avevano presentato la proposta, per poi votare contro. L’altro emendamento invece, di Italia Viva riguardava il limite di età del personale impiegato per l’emergenza. Il decreto legge è stato approvato con 174 sì e 20 no, ma la crisi di governo comincia a diventare un’ipotesi plausibile su Mari Draghi e il suo esecutivo. Pd e M5S hanno chiesto a Italia Viva, Forza Italia e Lega un chiarimento politico: una presa di posizione con o contro il premier. 

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Draghi non sarebbe preoccupato: “Normali dinamiche parlamentari”

Normali dinamiche parlamentari”, avrebbe commentato il presidente del Consiglio. Poi però, col passare delle ore l’allarme è salito e con esso la preoccupazione che la maggioranza possa crollare in piena sessione di Bilancio. 

Se Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Italia Viva uniscono le forze in Aula, è per lanciare avvertimenti in vista delle elezioni al Quirinale. Il tentativo è lanciare un segnale preciso al Pd e al M5S: il nome del prossimo presidente della Repubblica va concordato insieme. 

Il senatore Andrea Marcucci, scrive il Corriere, commenta: “Non so che messaggio sia, ma indebolire Draghi non ha senso”. E ancora: “Draghi deve restare dove sta, lo pensano tutti i partiti. La pandemia non è finita e bisogna spendere i soldi del Recovery”.