Green pass sul luogo di lavoro, ok del Parlamento al dl: quali sono le regole

Sia al Senato sia alla Camera è stato approvato con la questione di fiducia. Vediamo cosa cambierà. 

Il Green Pass (foto Shutterstock).
Il Green Pass (foto Shutterstock).

Con 300 sì e 33 no, la Camera ha dato il via libera definitivo al dl sul Green pass e sulla sicurezza sui luoghi di lavoro. Il provvedimento, varato dall’esecutivo il 21 settembre, stabilisce le modalità di estensione dell’obbligo del passaporto vaccinale nei luoghi di lavoro del settore pubblico e privato. Sia al Senato sia alla Camera, è stato approvato con la questione di fiducia. Vediamo cosa cambierà. 

LEGGI ANCHE: Germania, oltre 52mila contagi. Merkel: “La situazione è drammatica”

Green pass e stipendio

Nell’articolo del dl si legge che “il personale… nel caso in cui comunichi di non essere in possesso della certificazione verde Covid-10 o qualora risulti privo della predetta certificazione al momento dell’accesso al luogo di lavoro, al fine di tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori nel luogo di lavoro, è considerato assente ingiustificato fino alla presentazione della predetta certificazione e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro”. Inoltre il decreto stabilisce che “per i giorni di assenza ingiustificata di cui al primo periodo non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominati”.

Green pass e tamponi

Il decreto prevede che i tamponi saranno gratuiti per i soggetti fragili che non possono vaccinarsi. Per tutti gli altri cittadini i prezzi saranno calmierati. Fino al 31 dicembre costeranno 15 per tutti, e 8 euro per gli under 18. 

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE: Lockdown per i non vaccinati, Montaruli (FDI) a iNews24: “Ipotesi scellerata, alimenta una contrapposizione che non serve a nessuno”

Green pass e settore privato

All’articolo 3 del decreto, ci si sofferma sulle imprese con meno di 15 dipendenti. In queste aziende sarò possibile sostituire il lavoratore che non ha il pass: “Dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata … il datore di lavoro può sospendere il lavoratore per la durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione, comunque per un periodo non superiore a dieci giorni, rinnovabili per una sola volta, e non oltre il predetto termine del 31 dicembre 2021”. 

Per chi non è obbligatorio il green pass

Non hanno l’obbligo di presentazione del green pass i bambini al di sotto dei 12 anni, finora esclusi per età dalla campagna vaccinale; i soggetti esenti per motivi di salute dalla vaccinazione sulla base di una certificazione medica. Potranno essere utilizzate le certificazioni di esenzione in formato cartaceo rilasciate, gratuitamente, dai medici vaccinatosi o dai medici di medicina generale, o da pediatri di libera scelta che operano nella campagna di vaccinazione. Non è obbligato ad avere il green pass infine, chi ha ricevuto il vaccino Reithera (una o due dosi) nell’ambito della sperimentazione Covitar. 

LEGGI ANCHE: Covid, contagi in aumento: le Regioni chiedono un Green Pass più severo

Green pass e prima dose

L’articolo 5 del dl si sofferma sui tempi relativi alla concessione della certificazione verde e alla durata. Per i guariti, arriva lo stesso giorno della prima dose e ha una validità di 12 mesi a partire dalla giornata della guarigione attestata. D’ora in poi quindi, non verrà rilasciato dopo 15 giorni ma “dalla medesima somministrazione”, ovvero subito. 

Green pass, multe e sanzioni

Chi non ha il green pass rischia multe fino a 1.500 euro. Nel dettaglio il dl prevede una “sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 600 a euro 1.500”. Le multe sono previste anche per i datori di lavoro che non controllano, e vanno dai 400 ai 1.000 euro.