Letta: “Un patto per la Manovra, poi parleremo del Quirinale”

Il segretario dem: "Non è accettabile che sulla prima manovra di questo Governo possa esserci un Vietnam parlamentare".

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segretario del Pd Enrico Letta (Getty Images)

Il primo passo vero l’approvazione della Manovra 2021 sarà un incontro dei capigruppo di maggioranza al Senato, dopodiché per “sciogliere i nodi più compromessi che si presenteranno” scenderanno in campo i segretari di partito.

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Comincerà con un patto tra tutti i leader e il premier Mario Draghi, il confronto per la legge di Bilancio. Dopo l’approvazione si comincerà a parlare dell’elezione del nuovo presidente della Repubblica.

Enrico Letta, segretario Dem: “I partiti si assumano responsabilità”

Intervistato dalla Stampa, Enrico Letta, segretario del Pd, chiede “un’assunzione di responsabilità” a tutti i partiti della maggioranza, per prendere decisioni importanti per tutti i cittadini, come quella riguardanti le pensioni. Letta lancia un appello: “Ognuno rinunci alla sua bandiera per un risultato condiviso da tutti”. Un confronto sui contenuti insomma, per mettere in sicurezza la manovra della ripartenza e, provare a stabilire regole che saranno poi utilizzata anche per la partita del Quirinale. 

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La posizione degli altri partiti

Antonio Tajani, coordinatore di Forza Italia, interpellato dall’Ansa, chiarisce che “Silvio Berlusconi è favorevole e io con lui”.

Anche la Lega ha fatto sapere che Salvini “ribadisce la piena responsabilità a collaborare, come aveva già proposto il 13 ottobre al presidente Draghi”.

Il Movimento 5 Stelle è pronto a collaborare e l’ha fatto sapere tramite Luigi Di Maio, ministro degli Esteri, che al 25esimo Congresso di Confimprese Italia ha chiesto di “proteggere” il presidente della Repubblica: “Ora che stiamo per approvare la legge di Bilancio, se si dà al Parlamento il segnale sbagliato, rischiamo di compromettere il lavoro sulla manovra. Draghi ha tutto il nostro sostegno, lo dico sia come forza politica che come uno dei rappresentanti dei ministri di questo Governo”. I dubbi riguardano più che altro Lega e Italia Viva: “Con il nome Matteo abbiamo un problema di stabilità in generale”, sottolinea Di Maio. Con Renzi e Salvini, “la fiducia è venuta meno”. Di Maio non ritiene che i renziana siano determinanti sul fronte del Quirinale: “Hanno 40 parlamentari, ma c’è un gruppo Misto in Italia che ha 100-200 parlamentari”.