Vaccini, durata del Green pass, tamponi: il piano per evitare il lockdown

Vaccini, durata del Green pass, tamponi: il piano per evitare il lockdown. In vista delle feste di Natale il governo passa all’azione

Più libertà ma anche più controllo: è su questo filo sottile che si muove il governo per garantire da una parte che il Natale 2021 sia diverso da quello dello scorso anno. Ma anche per mettere un freno all’escalation di contagi da Covid-19 in Italia che fa chiaramente capire come la quarta ondata sia arrivata.

Vaccini, previsto in Italia l'arrivo di 3 milioni di dosi
Vaccini, durata del Green pass, tamponi: le novità (Getty Images)

Anche se il numero di morti per Covid, per quanto tragico, è contenuto rispetto alle ondate precedenti, intanto le terapie intensive cominciano a riempirsi di nuovo. E il tasso di positività è risalito a 1,7 proprio mentre il nostro Paese si sta avvicinando alle feste natalizie con tutto quanto ne consegue per il commercio e altri settori strategici dell’economia.

Il piano è quello di evitare un lockdown generalizzato, ma questo significa potenziare il sistema di contenimento del virus. Così dal 1° dicembre partiranno le vaccinazioni di massa con la terza dose dai 40 anni in su. Non un obbligo ma un forte consiglio, anche perché l’Istituto Superiore della Sanità ha ribadito l’efficacia del vaccino al massimo per sei mesi. Invece le tre fasi di copertura sembrano assicurare un futuro relativamente più tranquillo.

Allo steso modo, come anticipa il ‘Corriere della Sera’, potrebbero essere ridotti i tempi di validità del Green pass. L’idea del governo era quella di farlo durare 12 mesi, quindi fino al giugno 2022. Potrebbe invece essere ridotto a 9 mesi, ma non c’è nessun indizio che possa calare a 6 mesi. Inoltre è allo studio la possibilità di ridurre la validità del test molecolare da 72 a 48 ore mentre quello antigenico passerebbe da 48 a 24 ore.

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Vaccini, durata del Green pass, tamponi: quali sono le regioni a rischio retrocessione?

Non cambierà nulla invece nel sistema di colorazioni delle regioni divise per fasce, ma soprattutto nei criteri per l’eventuale retrocessione di una zona da un colore all’altro. A stabilire eventuali cambi in corsa saranno quindi sempre l’incidenza dei contagi settimanali e l’occupazione dei letti nei reparti classici e delle terapie intensive.

(Getty Images)

Al momento tutta l’Italia è in zona bianca anche se ci sono regioni e Province autonome che rischiano grosso. Entro il prossimo mese infatti Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Marche e la Provincia di Bolzano potrebbero passare in giallo e quindi ritrovare l’obbligo della mascherina anche all’aperto e del numero massimo di 4 occupanti ad un tavolo di ristorante, se non conviventi.

Al momento i numeri parlano chiaro: nella Provincia autonoma di Bolzano  sono stati registrati 356 nuovi casi ogni 100mila abitanti e in Friuli Venezia Giulia 245 ogni 100mila. Inoltre sempre in Friuli infatti le terapie intensive sono piene al 10,9% mentre sono appena sotto la soglia critica i ricoveri in area medica (9,9%). In Alto Adige invece è occupato il 13,6% nei reparti ordinari e il 6,3% in terapia intensiva. Infine nelle Marche ci sono 88 casi ogni 100mila abitanti ma il 10% dei posti occupati in terapia intensiva.