Covid, Massimo Galli a iNews24: “Zone gialle? Il sistema a colori non ha funzionato, probabile discreto sviluppo pandemia”

Secondo l'immunologo “i vaccini dovrebbero riuscire a contenere i casi gravi e i decessi. Ma questo virus, soprattutto a causa della variante Delta, si diffonde parecchio”.

varianti covid Galli
Infettivologo Massimo Galli (photo Getty)

Il punto della situazione sui contagi con il professore Massimo Galli, direttore delle malattie infettive presso l’ospedale Sacco di Milano.

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Professore, la situazione epidemiologica in Italia registra un aumento significativo dei casi, ma è comunque minore rispetto al resto d’Europa. Come affermato da Silvio Brusaferro, presidente dell’Iss, in Italia si registra un aumento anche nella fascia di età sotto i 12 anni.
Dobbiamo considerare alcuni fattori. Innanzitutto abbiamo vaccinato tanto, ma dopo. Abbiamo riaperto le scuole e tutto il resto dopo. Sulla base di questo, veniamo dietro al resto d’Europa, nel senso che è probabile che avremo uno sviluppo discreto della pandemia nel prossimo periodo. Però abbiamo istituito il Green pass prima, incentivando ulteriori persone a vaccinarsi. La situazione merita assoluta attenzione ma non è disastrosa”;

Il fattore climatico ha favorito la situazione dell’Italia?
Sono sempre più convinto che il clima intervenga fino ad un certo punto. È chiaro che più al Nord che al Sud la gente frequenti i posti al chiuso, ma questo virus riesce a diffondersi anche all’aperto, se ci sono contatti stretti. Rispetto ad alcuni Paesi, come la Gran Bretagna, abbiamo cominciato a vaccinare più tardi, quindi lì la copertura vaccinale è diminuita mentre da noi non ancora”;

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In Gran Bretagna hanno somministrato molti vaccini Astrazeneca…
Anche questo è un fattore importante. La copertura data dai vaccini a vettore virale potrebbe essere più a breve termine rispetto a quelli a mRna”;

Potrebbe essere vero che i vaccini a mRna durino dai 5 ai 10 anni?
Non possiamo saperlo, al di là dell’ottimismo di qualche collega. Funziona così nel caso di virus molto diversi, che magari hanno una minore attitudine a svilupparsi nel tempo e che sono combattuti con vaccini molto diversi. Col Sars-CoV-2 abbiamo delle varianti che limitano leggermente l’efficacia del vaccino”;

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La situazione negli ospedali è al di sotto della soglia critica. Potrebbe peggiorare?
I vaccini dovrebbero riuscire a contenere i casi gravi e i decessi. Ma questo virus, soprattutto a causa della variante Delta, si diffonde parecchio”;

L’andamento delle somministrazioni delle prime dosi di vaccino resta stabile. Nell’ultima settimana se ne contrano 115.412, circa 12mila in più rispetto alla scorsa settimana e circa 68mila in meno rispetto a due settimane fa. Dall’ultimo report emerge che oltre il 60% di chi ha fatto la prima dose ha meno di 40 anni. In totale sono 1.236.285 dosi somministrate.
Per arrivare al 90% dei vaccinati tra i cittadini vaccinabili, le stime dicono che serviranno due mesi e mezzo circa. Questo elemento, come addetti ai lavori, ci spaventa, perché è troppo tempo rispetto alla necessità e bisognerebbe riuscire a somministrarle in un tempo minore”; 

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L’Austria potrebbe istituire il lockdown per i non vaccinati. Questa misura potrebbe essere attuabile, secondo lei, anche in Italia?
L’Austria è un Paese che ha meno abitanti della Lombardia, vive una situazione ben più complicata. È probabilmente più disciplinato, anche se gli italiani complessivamente si sono comportati bene, a parte i no-vax che stanno creando problemi a se stessi e a tutti”;

La situazione dell’Europa potrebbe ricadere anche sull’Italia attraverso gli spostamenti?
Ormai il virus circola talmente bene che la paura di contrarlo all’estero non c’è”;

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Alcune regioni rischiano la zona gialla…
Mi auguro che non sia necessario. Il sistema a colori a suo tempo non ha funzionato tantissimo e siamo nella condizione in cui molti cittadini sono vaccinati e protetti in maniera significativa. In termini di allarme non esagererei, anche se bisogna fare attenzione nei prossimi mesi”.