Contagi in aumento: Padova studia Mis-C, il long Covid nei bambini

In Lombardia ieri, dei 1.103 casi constatati con 99mila tamponi, il 70% ha riguardato persone che non arrivano ai 50 anni, inclusi i più piccoli.

Vaccinazione Italia
Vaccini covid-19 (Foto: Getty)

Si chiama Mis-C ed è la sindrome infiammatoria multisistemica nel bambino, causata dal Covid-19. È stata notata per la prima volta tra aprile e maggio 2020 sia nel Regno Unito che a Bergamo e viene studiata dalle Università di Padova e Verona, che monitorano i centri della rete regionale di Reumatologia Pediatrica. 

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L’Azienda ospedaliera della città del Santo è la cabina di regia della ricerca, guidata dal direttore dell’unità operatoria Francesco Zulian. 46 cartelle cliniche di bambini ricoverati nel corso dei mesi sono nelle mani del team di ricercatori, di cui 30 ricoverati proprio nel policlinico padovano (8 in terapia intensiva sugli 11 totali in Veneto). 

Le caratteristiche della Mic-C

Le caratteristiche della Mis-C che è il long-Covid non si registrano in casi adulti. Questa sindrome colpisce indistintamente bambini e ragazzi dai 3 mesi ai 21 anni che avevano contratto la malattia in forma lieve e si manifesta in media tra le 4 e le 6 settimane dopo l’esposizione al virus. I sintomi iniziali vanno dalla febbre alle eruzioni cutanee, passando per problemi gastrointestinali, e possono anche infiammare vari organi, compreso il cuore.

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L’80% dei bambini ricoverati nella nostra Regione – spiega il professore Zulian al Corriere della Serapresenta importanti problemi cardiovascolari come miocardite, aritmie, disfunzioni valvola e aneurismi coronarici: anche dopo le dimissioni continuiamo a seguire con attenzione questi piccoli pazienti per valutare la gravità degli effetti residui, che possono proseguire per lungo tempo”.

Zulian analizza anche altri aspetti della sindrome: “Abbiamo notato che il picco di Mic-C segue circa due mesi quelli delle varie ondate della pandemia, il che ci fa capire come il Covid si comporti come un cerino, accendendo in un secondo momento la multi-infiammazione che interessa poi tutto il corpo. I più colpiti sono i maschi, oltre due terzi di loro sono di razza caucasica ma dieci sono di etnia africana, che al pari di quella ispanica sembra presentare una maggiore predisposizione allo sviluppo della malattia. La degenza media per chi finisce il terapia intensiva inoltre, è di sette giorni”.

In Lombardia un contagio su tre è tra bambini e ragazzi

Intanto, come è emerso anche dalla relazione di Brusaferro di ieri, venerdì 12 novembre, l’epidemia Sars-CoV-2 si sta diffondendo anche tra i bambini. In Lombardia ieri, dei 1.103 casi constatati con 99mila tamponi, il 70% ha riguardato persone che non arrivano ai 50 anni, inclusi i più piccoli. Gli under 18 coprono un terzo dei contagi, mentre la fascia 25-49, il 40%. Gli anziani che stanno ricevendo le terze dosi, in questa fase sono i più protetti. 

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Negli ospedali, la situazione cambia e coinvolge anche gli over 60: “Il numero dei ricoverati è abbastanza stabile da diverse settimane anche se i contagi numericamente stanno crescendo: grazie ai vaccini, i casi gravi sono molto calati rispetto all’anno scorso – spiega a La Repubblica Matteo Stocco, direttore generale dell’asse Santi Paolo e Carlo – questo mi fa ben sperare per i prossimi mesi. Il virus circola ancora, l’importante è vaccinarsi, solo così scongiureremo la quarta ondata e gli effetti devastanti che abbiamo visto l’inverno scorso”.