Fedez, Morrone (Lega) a iNews24: “Spero non voglia solo aumentare i suoi follower”

Il deputato della Lega, Jacopo Morrone, esprime le sue perplessità sul provvedimento del governo per limitare lo svolgimento delle manifestazioni: “Stiamo parlando di un diritto garantito dalla Costituzione che non può essere intaccato in questo modo”. Sul possibile ingresso in politica del rapper Fedez, l’esponente del Carroccio non ha dubbi: “Bene se vuole impegnarsi, ma eviterei inutili teatrini”

Jacopo Morrone (foto da facebook)

La recente stretta del Viminale sui cortei, non solo quelli dei No vax, sta facendo molto discutere le forze politiche anche all’interno della stessa maggioranza. Lei come giudica questo provvedimento ?

“Non si può limitare quello che è un diritto costituzionale previsto dall’articolo 21. Esiste un ministero, quello degli interni, che è preposto a garantire l’ordine pubblico e che ha tutti mezzi per farlo. Chi fa violenza o viola le leggi deve essere giustamente sanzionato, ma non possiamo pensare di bloccare le manifestazioni in questo modo”

Al governo però lo considerano un punto di equilibrio tra la necessità di garantire i diritti di chi dissente e il dovere di proteggere la salute dei cittadini e le attività economiche”.

“Quando si danno delle istruzioni per poter manifestare si sta già garantendo la salute dei cittadini, perché ci sono delle vere proprie prescrizioni che vengono fornite dagli enti preposti.  Il problema è se queste regole non vengono rispettate, ma di base già esistono leggi che, una volta applicate, garantiscono sia la tutela della salute che il diritto a manifestare. Non possiamo assolutamente far passare l’idea che ci siano manifestazioni di serie a e di serie b, altrimenti corriamo il rischio in futuro che non si permetta lo svolgimento di manifestazioni considerate “scomode, e di permetterne altre, magari in favore del governo del momento. È una questione molto seria,  perché stiamo parlando di diritti garantiti dalla Costituzione, da quella che è la Carta più bella del mondo, che però oggi in molti criticano e vogliono disapplicare”

La stretta sulle manifestazioni e l’aumento dei contagi

Manifestazione No Green Pass Milano sabato 6 novembre - Web
Manifestazione No Green Pass Milano sabato 6 novembre – Web

Dal punto di vista sanitario però queste manifestazioni sono state indicate anche come responsabili del nuovo aumento dei contagi.

“Mi pare evidente che, se lo sono state, questo significa che non sono state rispettate le prescrizioni, oppure che le indicazioni fornite non erano corrette. Ci sono tutti gli strumenti per poter fermare i violenti ed è giusto che chi sbaglia paghi, ma andare ad intaccare e depotenziare l’articolo 21 è un attentato alla Costituzione e un precedente che rischia di avere gravissime conseguenze. Nel mio fare politica in questi anni ho partecipato a migliaia di manifestazioni senza mai avere un solo problema, mentre spesso invece dall’altra parte sono stati tollerati comportamenti anche violenti da parte di chi magari scendeva in piazza solo per opporsi alle manifestazioni della Lega”

C’è secondo lei il rischio che si tratti  di un’iniziativa presa solo per risolvere i problemi di consenso del governo su determinate questioni?

“Non so se ci sia qualcuno nel governo che stia cercando di limitare il diritto a manifestare, penso però che il ministro dell’ Interno debba farsi delle domande perché ha tutti gli strumenti necessari per poter gestire l’ordine pubblico senza dover intaccare un diritto sacrosanto”

In queste ore si sta parlando anche della possibile “discesa in campo” di Fedez, un’ipotesi alimentata dalla registrazione del dominio fedezelezioni2023.it da parte di una delle sue società. Che ne pensa?

“Io politicamente parlando non so nemmeno chi sia Fedez, anzi personalmente credevo che se qualcuno lo ascoltasse fosse solo per sentire un certo tipo di musica. Di come la pensa non ne sappiamo nulla, se non per qualche sua presa di posizione pubblica in cui esprimeva dei giudizi senza neppure conoscere bene il provvedimento di cui parlava. Per quanto mi riguarda penso che lo Stato e le istituzioni siano una cosa seria, e che chi fa politica non debba fare spettacolo, così come chi vuole solo fare spettacolo allora è bene che non faccia politica. Il che ovviamente non vuol dire che non si possa candidare, perché è un diritto di tutti, ma spero che non voglia confondere le istituzioni con uno spazio in cui aumentare i suoi follower e la sua popolarità, o peggio ancora, che pensi ad un business legato al mondo della politica. Va bene se vuole impegnarsi seriamente, ma cercherei di evitare ulteriori inutili spettacolarizzazioni “