Mottarone, rimossa la cabina precipitata, ma slittano i tempi dell’inchiesta

Dato il dilatarsi dei tempi, dovrà slittare l’udienza conclusiva dell’incidente probatorio, fissata per il 16 dicembre. 

Preparazione rimozione Mottarone - Screenshot video Vigili del Fuoco
Preparazione rimozione Mottarone – Screenshot video Vigili del Fuoco

Dalle prime luci dell’alba di oggi, i vigili del fuoco e i carabinieri sono tornati sul posto della tragedia del Mottarone per gli ultimi preparativi in vista della rimozione della cabina, prevista a partire dalle ore 9 circa. Sul sito dei vigili del fuoco, a questo link è possibile guardare la diretta dell’operazione.

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La cabina della funivia Stresa-Mottarone, precipitata il 23 maggio, ha causato la morte di quattordici persone. Solo un superstite, il piccolo Eitan, di cinque anni. 

L’intervento di rimozione è stato preceduto da settimane di lavoro da parte dei vigili del fuoco. 

Mottarone: si aprirà una nuova fase dell’indagine

I resti della cabina, che è stata ricoperta con un telo, e altro materiale, sono stati trasportati a valle da un elicottero Erickson S64. Dopo un sopralluogo, l’operazione si è svolta senza complicazioni ed è durata pochi secondi. I resti sono stati poi ricoperti da un telo bianco e imbragati, per essere trasportati al campo sportivo di Gignese. Dopodiché in camion, saranno portati in un deposito fino al Tecnoparco di Fondo Toce-Verbania, dove saranno conservati in un capannone, a disposizione dei periti della Procura e delle difese.

Le operazioni sono continuate fino alle 13 per rimuovere le parti più piccole e leggere. La cabina verrà presto trasferita a Fondo Toce. I lavori sono cominciati l’11 ottobre, e sono state impiegate squadre di 15 operatori per consentire il recupero  tutelando tutte le esigenze peritali. “Si chiude oggi per i vigili del fuoco un altro capitolo di una drammatica vicenda che ha colpito l’ambiente in modo indelebile e doloroso – scrivono i vigili del fuoco in una nota – Il pensiero di tutti, anche oggi, è andato alle 14 vittime e ai loro familiari“.

Si aprirà una nuova fase dell’indagine, coordinata dalla Procura di Verbania. Il dato certo fino ad oggi, è che l’utilizzo dei “forchettoni” ha impedito al freno di emergenza di funzionare, ma non è ancora stata stabilita la causa della rottura del cavo. 

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Cinque giorni fa, i consulenti degli indagati, delle famiglie delle vittime, della Procura e del Tribunale di Verbania, avrebbero dovuto depositare le relazioni finali sull’incidente probatorio, per stabilire le cause dell’incidente. Dato il dilatarsi dei tempi, dovrà slittare anche l’udienza conclusiva dell’incidente probatorio, fissata per il 16 dicembre. 

Secondo La Repubblica sarà difficile giungere entro questa data a un parere degli esperti, come richiesto dalla magistratura. Per cui la data potrebbe slittare di qualche mese.