Daspo a Puzzer, Zaffini (FDI) a iNews24: “Scelte autoritarie, ci stiamo comportando peggio di Erdogan”

Il senatore di FDI, Francesco Zaffini, critica il governo per l’impostazione eccessivamente decisionale sui provvedimenti in Aula: “Siamo di fronte ad una maggioranza ipertrofica che sostanzialmente fa quello che vuole”. Sul Green pass e sulla gestione dell’ordine pubblico da parte del governo, l’esponente di Fdi non ha dubbi: “Provvedimenti che non hanno precedenti nelle democrazie occidentali"

Francesco Zaffini (Da Facebook)

Ieri la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, è stata a colloquio con il premier Draghi per oltre un’ora e mezza e, da quanto emerso, sul tavolo c’erano varie questioni tra cui la riduzione del cuneo fiscale, le pensioni e il reddito di cittadinanza. Avete avuto dei segnali positivi dall’incontro?

“Dalle notizie trapelate sembrerebbe di no, ma più che impegnarci nell’interpretazione dei segnali di fumo dobbiamo prima di tutto stare ai fatti. Anche ieri, per esempio, in Senato si è consumato l’ennesimo grave strappo rispetto al provvedimento sulle infrastrutture e il codice della strada, che vedeva solo 30 emendamenti e su cui era già stata posta la fiducia alla Camera. Anche in questo caso, il tutto è stato deciso dal governo e da un manipolo di parlamentari in Commissione. Questo non è solo un problema di forma, perché si tratta di una maggioranza ipertrofica che fa man bassa di regolamenti, prassi e leggi costituzionali e sostanzialmente fa quello che vuole”

Sul piano sanitario invece il premier Draghi non ha ancora deciso per la proroga dello stato di emergenza, una scelta che secondo la leader di Fdi sarebbe strettamente legata ad una sorta di ammissione del fallimento del Green pass.

“Ma certo, d’altronde se il Green pass era un modo per impedire i contagi, possiamo dire che il fallimento è sotto gli occhi di tutti. Quello che ci consola è che grazie all’enorme numero di vaccini questi contagi possono essere gestiti senza essere ospedalizzati, né sottoposti a terapia intensiva. Ora però, appurato che lo zoccolo duro degli imbecilli che si ostinano a non vaccinarsi non viene intaccato in alcun modo dal Green pass, bisogna trovare altre formule e rimuovere questi provvedimenti che puzzano di antidemocraticità, come quello di imporre l’obbligo di un passaporto per esercitare il diritto al lavoro. Dobbiamo adottare altri percorsi per convincere, e non costringere, gli ultimi recalcitranti a vaccinarsi, coinvolgendo per esempio in modo sincero e concreto i medici di famiglia”

Sulla questione del Green Pass c’è poi anche il discorso legato al diritto a manifestare. In particolare, dopo gli idranti sui portuali di Trieste, ha fatto molto discutere il foglio di via imposto a Stefano Puzzer per il suo sit in in piazza del Popolo a Roma. Lei come giudica il fatto?

“Con la scusa della pandemia, seppur in buona fede, questo piglio dispotico sta portando ad adottare delle scorciatoie dal punto di vista della tutela della liberta individuale che sono pericolosissime, e che creano dei precedenti laceranti rispetto alla libera funzione di sacrosanti diritti come quello di manifestare. Vietare a questo Puzzer di poter tornare a Roma per un anno è un provvedimento esorbitante se si considera che era semplicemente seduto con un banchetto al centro di Roma. Queste scelte autoritarie sono dei campanelli d’allarme molto seri che evidenziano ad una totale superficialità nell’adottare certi provvedimenti che non hanno precedenti in nessuna democrazia occidentale. Praticamente si può dire che ci stiamo comportando peggio di Erdogan

Le dichiarazioni di Giorgetti su Draghi Presidente della Repubblica

Giancarlo Giorgetti, in Italia si studia per la produzione dei vaccini anti-Covid
Giancarlo Giorgetti – ministro dello Sviluppo (Instagram)

Tornando alla politica, in questi giorni stanno tenendo banco le dichiarazioni del ministro Giorgetti che, in un’anticipazione del libro di Bruno Vespa, ha proposto un semipresidenzialismo “de facto” con Draghi al Quirinale “a dirigere il convoglio”. È un opzione che vi convince?

“I ragionamenti rispetto i percorsi per la scelta del prossimo Presidente della Repubblica sono tutti dentro un libro che, di fatto, è ancora chiuso. Fuori da questo libro ci sono  una serie di chiacchiericci ai quali francamente non mi appassiono, e quello di Giorgetti lo ascrivo a questa categoria. Stiamo parlando di una dichiarazione estrapolata e messa in risalto da una stampa compiacente, ma che sta tutta dentro il dibattito interno alla Lega, anche perché ognuno dentro i partiti adotta le proprie decisioni e si muove nei propri canali di discussione. Quello che  invece noi dobbiamo evitare come coalizione, è che queste voci di corridoio ci impediscano di presentarci compatti attorno ad un nostro candidato, anche perché il tempo è ormai maturo per eleggere un Presidente della Repubblica di centrodestra”

Quindi preferireste Berlusconi al Quirinale?

“Ripeto, sono ancora tutti percorsi che vanno discussi e sperimentati. Quando saremo chiamati a votare avremo un quadro certamente più chiaro, ma oggi detta così, questa è ancora una domanda senza risposta”