Report, Anzaldi (Vigilanza Rai) a iNews24: “Inchiesta che mira a instillare dubbi sui vaccini”

Il Segretario della Commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi, esprime forti critiche in merito al servizio sui vaccini mandato in onda lunedì scorso durante la puntata di Report: “Su questo tema non esistono opinioni, ma solo il dato scientifico”. Sulle accuse di censura da parte di Ranucci e di alcuni parlamentari che ne hanno preso le difese, l’esponente di Italia Viva non ha dubbi: “In questo caso non esiste alcuno scoop giornalistico, ma solo ignoranza che crea danno al Paese”

Michele Anzaldi (screenshot da Facebook)

Onorevole Anzaldi, il servizio di Report sui vaccini, accusato di aver diffuso teorie no vax, ha creato una polemica che coinvolge trasversalmente anche le forze parlamentari con Forza Italia, PD e Italia Viva che hanno duramente criticato il contenuto della puntata andata in onda lunedì scorso. Lei che posizione ha in merito?

 “Non si tratta di dover prendere posizione, ma di capire ciò che si può e ciò che non si può dire su un argomento così complesso, altamente scientifico e allo stesso tempo drammatico dal momento che parliamo una pandemia che ha causato migliaia di morti e centinaia di persone che purtroppo ancora stanno in terapia intensiva. Di fronte a tutto questo non ci sono opinioni, ma il solo dato scientifico che dimostra chiaramente come, a livello mondiale, chi non ha seguito la scienza, oggi si trova in seria difficoltà dal punto di vista sanitario ed economico”

 Intende che quello dei vaccini non è un argomento per tutti ?

“Partiamo dal presupposto che l’unica cosa che ci consente di contrastare e limitare i danni di questo virus èil vaccino e questo non può essere un argomento di dibattito, a maggior ragione tra ignoranti in materia, e tra questi mi ci metto anche io perché di certo non ho le competenze medico scientifiche per esprimermi su un tema così tecnico e complesso. Le chiacchiere stanno a zero, chi non è laureato in medicina con specializzazione in virologia e aggiornato con le più recenti documentazioni scientifiche, non è in grado di dire nulla su questo tema e rischia solo di fare danni”

La polemica per il servizio trasmesso da Report

Sigfrido Ranucci a Report (Facebook)

Ranucci in sua difesa ha dichiarato di non sostenere in alcun modo i No vax, e anzi ha rivendicato il diritto di critica, definendo le accuse nei suoi confronti “una grande operazione di distrazione di massa”

 “Torniamo al punto di prima, io invece credo che non si possa creare un dibattito giornalistico su un argomento così scientifico. Quello andato in onda era un servizio che mirava a instillare dei dubbi, con testimoni nascosti che in forma anonima dicevano che la terza dose viene somministrata solo per una questione di business. Questo giornalismo del “detto e non detto”, come spesso è lo stile di Report, andrà anche bene per certe inchieste giornalistiche, ma non su un tema così delicato come quello del vaccino che dovrebbe avere invece solide basi scientifiche. Aggiungo poi che in questo momento tutto il Paese sta facendo sforzi straordinari per arrivare al massimo della copertura vaccinale e il servizio pubblico, in quanto tale, non può permettersi in alcun modo di far sorgere dubbi pericolosi agli spettatori. Già sarebbe discutibile se a farlo fosse un’emittente privata, figuriamoci la tv nazionale”

 Quale dovrebbe quindi essere il ruolo del servizio pubblico in questo particolare momento?

 “È molto semplice: se il governo ha deciso di raggiungere il 90% delle vaccinazioni allora il servizio pubblico deve impegnarsi a collaborare per il raggiungimento di questo obiettivo e non può mettersi a rincorrere le nuvole, perché è di questo che si tratta. Qui non stiamo parlando di censura o di libertà di stampa perché in questo caso non esiste alcuno scoop giornalistico, ma di qualcosa che serve ad alimentare un concetto di ignoranza che sta danneggiando tutto il Paese. Ecco perché concordo pienamente con il professor Bassetti, lui sì virologo e in grado di parlare nel merito di questa vicenda dal punto di vista scientifico, che ha detto che quello di trasmesso da Report non era in alcun modo servizio pubblico

 Come conseguenza del servizio andato in onda lunedì, il Codacons oggi ha presentato un esposto in procura per indagare sulla terza dose.

 “Appunto, in questo modo si rischia di scatenare il panico, per di più su una cosa come il vaccino per cui dovremmo invece solo ringraziare i medici e gli scienziati. Dobbiamo capire che non siamo ancora al sicuro, che l’emergenza non è ancora finita e che con l’arrivo del freddo se non si raggiunge un certo livello di vaccinazioni rischiamo di tornare di nuovo in lockdown, e questo sì che sarebbe un grave problema sia dal punto di vista sanitario che economico”

A difendere il Direttore di Report si sono alzate le voci dei parlamentari di  Alternativa c’è, M5s e il leghista Capitanio, membro della Commissione di Vigilanza.

 “Nel M5s sono stati pochi, anzi pochissimi a prendere le difese di Ranucci, ma quello che sconvolge di più è che a difenderlo ci sia anche Capitanio, esponente di un partito, la Lega, che in teoria farebbe parte dell’esecutivo. Tra i leghisti infatti è stato l’unico a prendere questa posizione, ma questo d’altronde fa parte della loro strategia per continuare a giocare il doppio ruolo “di lotta e di governo”, arrivando anche a strizzare l’occhio ai no vax pur di raccogliere qualche voto”