Cashback, partita riaperta: i consumatori esultano, tutto torna in ballo

Cashback, partita riaperta: i consumatori esultano, tutto torna in ballo. La Legge di Bilancio non è ancora stata approvata, c’è margine

Tutti dipenderà dal testo finale della Legge di Bilancio 2022 che è già stato scritto ma ancora non approvato dal parlamento. E proprio questo passaggio potrebbe essere la salvezza per quei milioni di consumatori italiani che nei mesi scorsi avevano aderito al cashback di Stato e al Supercashback.

(Getty Images)

La loro nascita infatti era stata fortemente caldeggiata dal Movimento 5 Stelle e non per niente questa forma di rimborso è stata prevista dal secondo governo Conte. Ora che invece l’esecutivo guidato da Mario Draghi ha intenzione di abolire tutto per destinare quei fondi ad altri utilizzi, come gli ammortizzatori sociali, la battaglia è solo all’inizio.

I 5 Stelle infatti non hanno intenzione di mollare, come non hanno fatto sul reddito di cittadinanza che era una delle altre loro battagli. Lo ha confermato nelle ultime ore, Emiliano Fenu, capogruppo del Movimento in commissione finanze del Senato. Ha spiegato che sono già pronti alcuni emendamenti per recuperare il cashback del governo Conte bis ma non solo. L’idea è quella di introdurre un nuovo cashback fiscale, per chiedere l’immediato accredito sul conto corrente di alcune spese detraibili.

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Cashback, partita riaperta: i numeri parlano chiaro, nei mesi scorsi è stato un successo

In una nota, pubblicata da AdnKronos, Emiliano Fenu, ha spiegato che “i vertici della società pubblica PagoPa hanno confermato la fattibilità di questa proposta di cashback fiscale. E hanno rammentato l’enorme successo del cashback introdotto dal Conte II, usato da 9 milioni di cittadini e rivelatosi un’incredibile spinta nei confronti della diffusione dell’identità digitale, ovvero il sistema Spid, e dell’App IO”.

(Pixabay)

In effetti la bontà del Cashback di Stato era stata certificata anche da uno studio del Politecnico di Milano. Si è registrato in Italia un incremento del 41% dei pagamenti digitali nei primi sei mesi del 2021 e quindi i consumi sono stati stimolati. Inoltre il pagamento digitale è tracciabile e quindi cala la possibilità di evasione fiscale.