Contagi in aumento, Green pass obbligatorio fino a giugno, stato di emergenza fino a marzo: le ipotesi

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Vaccino anti Covid, quasi 10 milioni di italiani non hanno ricevuto neppure una dose (Getty Images)

In Italia l’incidenza dei casi Covid-19 cresce costantemente. Nell’ultima rilevazione settimanale si arriva a quota 50 per 100mila abitanti. Secondo i vecchi criteri alcune regioni sarebbero diventate zone gialle, ma da luglio i parametri sono cambiati e la fascia di allerta non dipende più solo dai contagi, ma anche dal tasso di occupazione delle terapie intensive e dei reparti. 

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Provincia di Bolzano in allerta, Kompatscher: “Situazione analoga ad Austria e Germania”

Le soglie critiche sono rispettivamente 10 e 15% e al momento la situazione attuale è di 4 e 5%. Si tratta della media italiana, ma alcune regioni hanno numeri diversi. In testa c’è la provincia di Bolzano, che ha un valore quasi triplo rispetto al resto del Paese: 148,7 positivi ogni 100mila abitanti. La crescita è rapida, considerando che due settimane fa era di 60,4. La pressione degli ospedali è sotto controllo, i letti occupati da malati di Covid sono il 4%. In area medica invece sono il 10% (+2% nell’ultima settimana).

Arno Kompatscher, presidente della provincia autonoma di Bolzano, è preoccupato: “Le cifre sono in rialzo. Al basso tasso di vaccinati corrisponde un maggior numero di infezioni. Il rischio è di dover imporre misure più restrittive. Stiamo vivendo una situazione analoga a quella di Austria e Germania”. 

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Aumenteranno i controlli in provincia sul rispetto dell’obbligo del Green pass e si comincerà una campagna informativa: “Non solo vaccini, ma anche sugli effetti di questa maggiore diffusione del contagio. Il peggiore potrebbe essere cambiare colore e dover adottare maggiori restrizioni”, continua Kompatscher.

Sotto osservazione il Friuli Venezia Giulia e Trento

Sotto osservazione anche il Friuli Venezia Giulia, dove l’incidenza è di 127,7 positivi ogni 100mila abitanti. Nell’ultima settimana è aumentato del 2%, mentre l’occupazione dei posti in rianimazione tocca il 10% e cresce anche la percentuale dei reparti ordinari, che è al 6% (la soglia è il 15%). 

La provincia di Trento è l’unica insieme al Friuli, ad avere tutti i valori in crescita. Sia quelli che misurano il contagio (61,6) sia quelli che monitorano la pressione sugli ospedali, che restano in ogni caso sotto la soglia critica (reparti ordinari 4%, intensive 2%).

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Zaia: “Occorre prudenza, la vaccinazione da sola non basta”

Tra le altre regioni sotto osservazione ci sono la Campania (66,2), il Veneto (65,3), il Lazio (62), la Toscana (57,6) e l’Emilia Romagna (56,9). Tutte hanno un buon margine rispetto ai posti letto, a differenza della Calabria, che registra un’incidenza del 56,7, ma i posto letto in area medica sono saturi già all’11%. 

Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, ha espresso le sue preoccupazioni: “Gli ospedali reggono ma i contagi salgono a causa delle molteplici occasioni di assembramento e alle manifestazioni di piazza. Stiamo entrando in una fase critica, la stagione fredda non ci favorisce. Occorre prudenza, la vaccinazione da sola non basta”. Zaia condanna i cortei e li considera “intollerabili. Evitiamo quello che è successo a Trieste, un focolaio di 100 positivi”. 

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Più serena è invece la situazione in Sicilia, dove l’incidenza è 52,8 su 100mila abitanti, la pressione sui reparti ospedalieri all’8% e sulle rianimazioni al 4%. 

L’Olanda chiude

In Europa, novità arrivano dall’Olanda, che chiude e il premier Mark Rutte ha annunciato il ritorno all’obbligo delle mascherine al chiuso. Il coordinatore del Cts Franco Locatelli però spiega che “la situazione non è fuori controllo. Anzi, è la più favorevole in Europa”. E altri Governi si preparano a misure più restrittive. 

Aifa: vaccinazione eterologa per chi ha ricevuto J&J

Intanto l’Aifa starebbe andando verso la decisione di consigliare una seconda dose con vaccinazione eterologa a chi ha ricevuto il monodose Johnson & Johnson. Andrà utilizzato uno dei due vaccini a mRna. 

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Proroga dello stato di emergenza e dell’obbligo del green pass

Dal punto di vista delle politiche attuative di contenimento del Sars-CoV-2 si va verso una proroga dello stato di emergenza fino a marzo e Green pass obbligatorio fino a giugno. Così il Governo italiano ha in mente di gestire la seconda fase della campagna vaccinale e allo stesso tempo garantire l’apertura dei locali pubblici e il lavoro in presenza. In entrambi i casi si procederà con un nuovo decreto, perché le misure per gestire la pandemia scadono il 31 dicembre. I provvedimenti riguarderanno anche lo smart working e le mascherine.