Trieste ha paura di tornare in zona gialla: proteste vietate fino al 31 dicembre

Il prefetto Valenti: “Nel bilanciamento degli interessi per me vale il diritto alla salute sul diritto a manifestare”.

No Green pass 15 ottobre Trieste - foto web
No Green pass 15 ottobre Trieste – foto web

Il prefetto di Trieste Valerio Valenti ha annunciato una linea dura nei confronti dei manifestanti no Green pass. È arrivato, dice, il momento di “comprimere il diritto alla libera manifestazione”, senza “reprimerlo”. Ed ha anticipato nuove misure anticontagio che varranno fino al 31 dicembre: stop alle manifestazioni a Piazza Unità e sanzioni nei confronti di chi manifesta senza rispettare il distanziamento e l’obbligo della mascherina. 

LEGGI ANCHE: Terza dose di vaccino anti-Covid: quali sono i possibili effetti avversi

Il più grande focolaio è a Trieste: tra i contagiati, 93 partecipanti alle proteste

La decisione è parsa necessaria dopo che il responsabile della task force sanitaria regionale Fabio Barbone, ha rilevato un aumento “esponenziale” dei nuovi casi di Covid. Come spiega, “si sono registrati 801 nuovi casi, il doppio della settimana precedente”, e ciò ha causato “un tasso di infezione di 350 casi per 100mila abitanti negli ultimi 7 giorni, poco meno del triplo rispetto al resto della Regione”. Il dato, come dice Barbone, “fa tornare indietro rispetto alla primavera 2021 e all’autunno 2020”. Il più grande focolaio della Regione si registra proprio a Trieste: tra questi ci sono 93 partecipanti alle manifestazioni contro il Green pass. L’identikit è stato ricavato dalle autodichiarazioni delle persone che si sono sottoposte a tampone e che hanno detto, appunto, di aver partecipato a manifestazioni. 

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE: G20, impegni senza date: l’accordo sul clima è solo parziale

Dalle autodichiarazionI e dai video, si può vedere in quanti “non utilizzavano mascherine, non rispettavano il distanziamento, stavano gomito a gomito con molte persone in situazioni come parlare animatamente, urlando, cantando”. 

Il sindaco Dipiazza: “Rischiamo di tornare in zona gialla”

Il sindaco Roberto Dipiazza ha dichiarato che “non si possono più tollerare le cose che abbiamo visto in questi giorni a Trieste, e non le tollererò”. E ha aggiunto: “Queste manifestazioni hanno portato varie persone da altre parti di Italia e dall’estero a Trieste e dopo tutti gli sforzi che abbiamo fatto ora rischiamo di tornare in zona gialla. Siccome il sindaco è responsabile della salute dei cittadini, in un momento così grave non esiste più la tolleranza ma solo il rispetto delle leggi”. Per prima cosa Dipiazza chiederà “che sia messo l’obbligo di mascherine anche all’aperto”, e “spingeremo perché sia stabilito che il peso di eventuali nuove restrizioni gravi solo su coloro che non sono vaccinati, perché sono dei disertori”. 

LEGGI ANCHE: Covid-19, aumento dei contagi, Speranza: “Lo stato di emergenza? Se serve saremo pronti”

Intanto il prefetto Valenti è pronto a riunire il comitato provinciale dell’ordine e della sicurezza pubblica, per trovare un coordinamento tra le forze: “Occorre innanzitutto prevedere la possibilità di adottare provvedimenti che anticipino, almeno per quando riguarda cortei e manifestazioni le misure da zona gialla, l’obbligo di mascherine e distanziamento”. E conclude: “Nel bilanciamento degli interessi per me vale il diritto alla salute sul diritto a manifestare”.