Covid-19, aumento dei contagi, Speranza: “Lo stato di emergenza? Se serve saremo pronti”

Il ministro Speranza: "In un quadro epidemiologico diverso, faremo naturalmente tutte le valutazioni necessarie”.

(Getty Images)

Lo stato di emergenza per la pandemia potrebbe avere una proroga. Dopo il 31 gennaio 2022 (ultima data in cui ad oggi è possibile estendere la misura), se i contagi continueranno ad aumentare, non è escluso che si potrà procedere per via parlamentare ed emanare un provvedimento che ne preveda uno nuovo, che riguarderebbe anche i protocolli legati allo smart working, il lavoro in presenza e la cassa integrazione. Potrebbe durare fino a marzo 2022.

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Roberto Speranza, ministro della Salute ha ricordato che il Green pass è fondamentale in questo momento per contenere i contagi in aumento. La percentuale di incidenza attuale è di 30 casi per 100mila italiani, mentre l’Rt passato da 0,8 a poco più di 1. Negli ultimi mesi gli esperti avevano già annunciato riprese in aumento della curva dei contagi, complice anche il freddo in arrivo e per loro la situazione non è preoccupante perché prevedibile. Tra le regioni italiane a maggior rischio c’è il Friuli Venezia Giulia che ha registrato un raddoppio di casi in una settimana e l’incidenza riguarda anche i giovani sotto i 12 anni, che non può essere vaccinata.

Per Speranza il Green pass è “fondamentale”

Il Green pass “ci consente di tenere aperti tutti i luoghi di socializzazione, della cultura, dei ristoranti, le scuole e le università: in un quadro epidemiologico diverso, faremo naturalmente tutte le valutazioni necessarie”, ha annunciato Roberto Speranza, ministro della Salute.

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Anche la certificazione verde, che ha dato la spinta finale alla campagna vaccinale italiana, scadrà il 31 dicembre. E pure in questo caso il Governo potrebbe pensare a un’estensione temporale dell’obbligo.

Richiami agli under 60 e vaccino J&J

Altra barriera anticontagi è la terza dose del vaccino. “Valuteremo con tutta la comunità scientifica, in questo momento stiamo partendo dalle categorie più fragili”, ha spiegato Speranza, aggiungendo che in ogni caso “abbiamo tutte le dosi necessarie”. La cosiddetta dose booster, ovvero la terza dose, al momento è raccomandata a tutte le persone che hanno più di 60 anni, che hanno avuto la vaccinazione completa da più di sei mesi e a tutti i soggetti fragili di ogni età.

Domani, 2 novembre, l’Aifa si riunirà per decidere le sorti dei cittadini a cui è stato somministrato il vaccino monodose Johnson & Johnson, ma anche sulla terza dose agli under 60. Dopodiché il Comitato tecnico scientifico darà il suo parere, al quale potrebbe seguire una nuova ordinanza ministeriale.