Manovra, via libera del Consiglio dei ministri: le parole di Draghi in conferenza stampa

La prospettiva di crescita per l'Italia è del 6%, ma dipenderà anche dai cittadini: “Questo è un momento molto favorevole e dobbiamo essere capaci di mantenere questa crescita negli anni a venire"

 

Decreto Ristori Bis
Il consiglio dei ministri approva lo scostamento (Foto: Getty)

Il Consiglio dei ministri ha approvato all’unanimità la legge di Bilancio, che potrebbe portare all’Italia una crescita di ben oltre il 6%: “Questo è un momento molto favorevole e dobbiamo essere capaci di mantenere questa crescita negli anni a venire. Abbiamo dato priorità agli interventi che stimolano la crescita: dal problema del debito pubblico e delle prestazioni sociali inadeguate si esce attraverso la crescita”, afferma il premier Draghi in conferenza stampa.

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La nuova legge di Bilancio, “accompagna la ripresa ed è in piena coerenza con gli altri documenti che guidano l’azione economica del Governo”, spiega Draghi, “perché agisce sulla domanda e sull’offerta, tagliamo le tasse, stimoliamo gli investimenti, miglioriamo la spesa sociale con particolare attenzione ai giovani e alle donne”.

La manovra prevede una spesa di 30 miliardi annui per tre anni. Con il decreto fiscale di qualche giorno fa “abbiamo caricato sul 2021 alcuni oneri”, ha spiegato Daniele Franco, ministro dell’Economia durante la conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri. 

La legge di Bilancio 2022 si muove lago le linee tracciate dalla Nadef. Resta volutamente espansiva per recuperare il prodotto che abbiamo perduto l’anno scorso e cerca di avere una visione, ove possibile, di medio periodo”. Gli obiettivi sono “aiutare la società e l’economia ad uscire dalla crisi determinata dalla pandemia” e che “nel secondo trimestre del 2022 il Più torni al livello pre-crisi, che vuol dire anche un ritorno per i livelli occupazionali”. Vediamo quali sono le novità.

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Coesione sociale

Durante la conferenza stampa Draghi ha usato più di una volta la parola crescita: “L’Italia cresce molto ora, ma questa legge di bilancio non assicura che questa crescita continui in futuro, dovranno essere gli italiani a contribuire, ma oggi si gettano le basi perché continui a un livello più alto e sia anche più equa”. 

Reddito di cittadinanza

Il tema del reddito di cittadinanza è stato affrontato dai ministri pentastellati durante il Consiglio. Draghi, durante la conferenza stampa ha spiegato che l’intervento del Governo sul sussidio sarà molto più incisivo. Si perderà il reddito al secondo rifiuto di un’offerta di lavoro. “Condivido il principio del rdc, ma bisogna che abbia un’applicazione che sia esente da bus e non sia da intralcio al funzionamento del mercato del lavoro, almeno “in bianco”, in tanti casi invece ha incentivato il lavoro in nero, associato a quello che non è stato pensato come un sussidio. Quindi i controlli saranno diversi e molto più precisi, anche ex ante”, ha affermato il presidente del Consiglio. 

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Pensioni

Draghi ha commentato anche la questione del superamento di Quota 100: “Il nostro impegno è tornare al contributivo. Quota 100 finisce quest’anno e la nuova misura prevede una transazione a Quota 102, con 38 anni di contributi e 64 di età, e abbiamo rafforzato Opzione donne e Ape sociale”. Spiega anche che ci sarà un confronto con le parti sociali e con il Parlamento, “perché l’obiettivo è il pieno ritorno al contributivo che è la scatola dentro cui tante cose si possono aggiustare, come ad esempio recuperare al lavoro chi ne è uscito e si trova in nero. Il tasso di occupazione è basso e le misure prese sono proprio per far entrare nel mondo del lavoro i giovani e anche i vecchi andati in pensione che vorrebbero lavorare, e bisogna fare in modo che lo facciano senza essere puniti”. L’età della pensione non è ancora stata decisa e sulla possibilità che i sindacati organizzino uno sciopero generale, Draghi afferma: “Io non mi aspetto uno sciopero generale, data anche l’apertura del Governo al confronto con le parti sociali, ma la decisione è in mano ai sindacati”. E aggiunge che “il Governo non è rimasto traumatizzato dallo scontro con i sindacati, scontro che non è mai esistito”. 

Legge delega sulla concorrenza

La legge delega sulla concorrenza è fuori dalla manovra: “Siamo arrivati a questo punto pensando di presentare il Ddl concorrenza oggi insieme alla legge di bilancio, poi siamo stati oberati da tante cose, domani c’è il G20, e ci sono state diverse perplessità anche condivisibili, su diversi punti della legge. È stata una mia decisione, la presenteremo giovedì prossimo, ci sono questioni molto complesse e molto tecniche. Meglio farla bene e con l’ok unanime del Consiglio dei ministri giovedì prossimo”.