Influenza stagionale, i consigli del prof Di Perri su come proteggersi

"Svolgere una vita sana, fare attività fisica, tenere il peso sotto controllo ed evitare gli affollamenti".

 

Giovanni Di Perri - Screenshot da Youtube
Giovanni Di Perri – Screenshot da Youtube

Con l’influenza stagionale alle porte, l’European Centre for disease prevention and control (Ecdc) ha raccomandato attenzione perché non è possibile dire con certezza cosa ci aspetta questo inverno. Giovanni Di Perri, responsabile delle malattie infettive dell’Ospedale Amedeo di Savoia di Torino, ai nostri microfoni spiega cosa potrebbe accadere e dà qualche consiglio su come affrontare l’influenza.

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L’Ecdc non esclude che quest’anno l’influenza possa essere grave…
Stiamo vivendo un’esperienza mai vissuta prima: l’interruzione per un anno della circolazione dell’influenza. Quindi è difficile dire quali conseguenze potrebbero esserci. Ma la popolazione vulnerabile ha un lungo curriculum di esposizione all’influenza ed è sopravvissuta a tanti virus influenzali. È abbastanza difficile dire se non essere stati esposti all’influenza per un solo anno possa comportare danni in termini di gravità o se il virus influenzale circolerà maggiormente. C’è anche da dire che è vero che i casi di influenza iniziano ad essere segnalati in Italia e in Europa, ma il suo tempo è la fine di dicembre. La vita che faremo quest’inverno comunque non sarà del tutto identica a quelle che facevamo prima del Covid. Continueremo proteggerci con le mascherine. Rispetto alla consuetudine di affollamento, molti di noi sono più guardinghi rispetto a prima”;

Quali virus influenzali potrebbero circolare?
L’anno scorso quando un soggetto arrivava in ospedale con una sintomatologia, noi facevamo il tampone per il Covid. In molti casi di tampone negativo abbiamo voluto capire di che tipo di influenza si trattasse. Con la diagnostica molecolare verso tutti gli altri virus respiratori che circolano maggiormente in inverno, qualche volta è venuto fuori è il Rhinovirus, responsabile del raffreddore comune. Sarà curioso capire cosa circolerà questo inverno e se ci sarà una popolazione più suscettibile o meno di fronte a una anno di interruzione della circolazione dell’influenza stagionale”;

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Chi potrebbe colpire maggiormente?
Di solito sono le stesse categorie degli anziani con gli stessi fattori di rischio che ormai siamo abituati a enunciare quando parliamo di Covid. È importante dire che i pazienti obesi sono a rischio malattie respiratorie in forma grave anche se relativamente giovani. Abbiamo tantissime persone da proteggere. Il nostro è un Paese relativamente anziano rispetto agli altri. La nostra età media è 48 anni, quella degli Usa 38, e in Italia ci sono anche differenze tra le regioni. Il Piemonte ha un’età media di 47 anni, la Campania di 5 anni inferiore. E il clima gioca un fattore importante”;

Consiglia di vaccinarsi contro l’influenza stagionale?
Assolutamente sì. È utile, anche se meno efficace del vaccino anti-Covid. Con la vaccinazione antinfluenzale ci si ammala meno gravemente, si hanno meno episodi cardiaci, meno rischi di avere la bronchite, meno probabilità di ricovero per i pazienti diabetici. C’è una serie di vantaggi”;

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Consigli su come proteggersi?
La prevenzione deve diventare un unicum, attraverso la cura delle proprie malattie, tenendo in bilancio il nostro organismo, non ingrassando troppo, facendo una vita sana e un’alimentazione equilibrata, oltre che attività fisica. La vaccinazione pneumococcica è molto importante e bisogna evitare gli affollamenti. Il vaccino da un lato ci rende meno suscettibili, dall’altro, se arrivano le infezioni, sono meno gravi e c’è un rischio minore di compromettere il nostro bilancio”;

Quali sono i numeri di morti degli inverni scorsi, non considerando il 2020?
È difficile dirlo, si tratta di una stima sulla base di alcuni centri sentinella. Dovrebbero stare sotto le 8mila unità, ma ci sono state stagioni con molti più morti. Ed è l’incognita del prossimo inverno. Non dimentichiamoci però, che per via del Covid saremo comunque più cauti”;

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La situazione dell’influenza stagionale potrebbe aggravarsi a causa del Covid, causando una pressione ospedaliera?
Certamente prima del Covid avevamo problemi nei pronti soccorso e nei reparti durante il picco dell’influenza. Il bilancio tra Covid e influenza non è facile da prevedere, ma potrebbe creare criticità. C’è anche l’incognita della tenuta protettiva dei vaccini sul Covid. Adesso stiamo facendo le terze dosi e abbiamo buoni risultati, ma questo non ci mette a riparo dall’influenza. Non si può prevedere, ma ritengo, come ho detto, che le protezioni che utilizzeremo per il Covid ci proteggeranno anche dall’influenza e mi auguro che la pressione non sarà devastante”;

Chi decide di vaccinarsi per l’influenza, a quanto tempo di distanza può farlo dopo il vaccino contro il Covid?
In linea teorica si possono fare anche lo stesso giorno. Non ci sono particolari contrasti. Consideri che nel caso delle vaccinazioni infantili facciamo anche sei vaccinazioni diverse nella stesa seduta. In questo momento vaccinarsi contro l’influenza prepara il sistema sanitario al momento in cui ci sarà una circolazione maggiore del virus influenzale. Il discorso della terza dose è legato alla chiamata a scaglioni che stanno facendo, ma se dovessero capitare lo stesso giorno non ci sarebbero grossi problemi”.