Il Senato affossa la legge Zan, nel centrosinistra 2 astensioni e 16 voti contrari

La tagliola blocca il disegno di legge contro l’omotransfobia, mentre il centrosinistra deve ora fare i conti con 16 franchi tiratori che coperti dal voto segreto si sono schierati con il centrodestra.

Crisi Governo
Senato della Repubblica (Getty Images)

Il Senato ha approvato la «tagliola» sul ddl Zan con 154 voti a favore, 131 contrari e 2 astenuti, bloccando così di fatto l’iter della legge contro l’omotransfobia. Uno stop che suona quasi come definitivo, almeno in questa legislatura, dal momento che il ddl non potrà essere più messo in calendario per sei mesi nei lavori di Palazzo Madama.

Un duro colpo per il centrosinistra che prima della votazione dava per scontato di avere 149 voti in sostegno del provvedimento e che invece, oltre ai due astenuti, deve registrare ben 16 senatori che hanno votato con il centrodestra; e nemmeno a dirlo, anche questa volta il sospetto è che a mancare siano stati i voti di Italia Viva.

Un voto politico, come evidenzia Ignazio La Russa che addirittura parla della “nascita di una nuova maggioranza”, un concetto simile seppur di senso opposto a quello espresso da Monica Cirinnà che ha dichiarato: “Il centrosinistra della maggioranza Conte è strafinito, si riparte da Pd, 5S e Leu”.

Determinante ai fini dell’affossamento del ddl, il parere positivo della presidente Casellati sul concedere la possibilità di esprimere il voto segreto, una decisione che ha creato più di un malumore dalle parti del centrosinistra, al punto tale che la presidente del Senato ha dovuto giustificare la sua scelta spiegando di aver fatto riferimento al regolamento e ai precedenti.

Le reazioni al voto in Senato sul Ddl Zan

covid salvini
Matteo Salvini (Getty Images)

È stata sconfitta l’arroganza di Letta e dei 5 stelle: hanno detto di no a tutte le proposte di mediazione”. Ha dichiarato soddisfatto il leader della Lega Matteo Salvini al Salone della Giustizia. “Una legge contro le discriminazioni noi la vorremmo votare da tempo, eppure l’arroganza di Letta ha portato la legge ad affossarsi. Noi chiedevamo di togliere le parti più controverse su bambini, ma loro non hanno voluto sentire ragioni ed è saltato tutto”

Di tutt’altro avviso, Alessandro Zan, il “padre” della legge contro l’omotransfobia, che subito dopo il voto ha  puntato il dito contro la pattuglia renziana: “Una forza politica si è sfilata dalla maggioranza che c’era alla Camera e ha flirtato con la destra sovranista, inoltre Forza Italia si è compattata con la destra sovranista dimostrando di non essere una forza liberale vicina ai diritti”. Lo stesso Zan tuttavia ha poi voluto rilanciare, avvisando che: “Questa battuta d’arresto non ci fermerà, perché nel paese c’è una coscienza sui diritti. La strada per i diritti civili nel paese è segnata”.

Anche Il presidente del M5s, Giuseppe Conte ha commentato l’esito del voto al Senato, esprimendo forte delusione per quanto accaduto: “Quella di oggi non è una pagina bella della nostra storia perché stiamo parlando di un provvedimento contro le discriminazioni per l’orientamento sessuale. Quindi questo voto, secondo me, registra un passo indietro del Parlamento rispetto alla maturità del Paese”.

Anche dalle parti del centrodestra c’è tuttavia chi si rammarica per la posizione assunta dalla coalizione e in particolare da Forza Italia. In particolare, Elio Vito, vice presidente del gruppo forzista alla camera ha definito: “Vergognose, schifose e ignobili le sorprese sul ddl Zan. Che si arrivasse fino a questo non me lo aspettavo“