Pensioni, Giaccone (Lega) a iNews24: “Il paradosso è che il Pd non si scandalizzi per il ritorno alla legge Fornero”

Il deputato della Lega, Andrea Giaccone, spiega la posizione del suo partito in merito alla trattativa sulla riforma delle pensioni: “Il nostro obiettivo ora è che si vada in pensione con 41 anni di contributi”. Sulla possibilità di una riforma organica del sistema pensionistico, l’esponente del Carroccio rinvia alla prossima legislatura: “Quando nel 2023, ci sarà un governo politico, auspicabilmente di centrodestra, allora si potrà anche fare”

Andrea Giaccone (Foto da Facebook)

Sulle pensioni il governo sta trovando grosse difficoltà,  tant’è che ieri Draghi si è alzato dall’incontro con i sindacati e ha lasciato concludere i ministri Brunetta e Orlando. Innanzitutto cosa chiedono i sindacati e cosa chiede la Lega?

“I sindacati chiedono una riforma organica delle pensioni con più flessibilità in uscita. La posizione della Lega è sostanzialmente chiara: noi non siamo d’accordo ad un ritorno tout court della riforma Fornero, anche perché abbiamo fatto Quota 100 proprio per creare una misura che restituisse ai lavoratori la dignità di scegliere quando andare in pensione. Il nostro obiettivo è quello di arrivare a quella che è la quota 41, ovvero in pensione con 41 anni di contributi, che già oggettivamente mi sembrano abbastanza”

Ma è non è un paradosso che la Lega chieda le stesse cose della Cgil?

“Non lo vedo assolutamente come un paradosso, anzi, casomai è un paradosso che qualcuno dalle parti del Partito Democratico non si scandalizzi del fatto che si voglia tornare direttamente alla riforma Fornero

Da questo punto di vista quota 102 e 104 sono secondo lei delle possibilità percorribili?

“Innanzitutto vediamo quale sarà la sintesi che verrà trovata all’interno del governo. È chiaro che occorre trovare uno scivolo per evitare il ritorno immediato allo scalone della legge Fornero, poi se mi si chiede se questo governo, nato in una  situazione emergenziale con il contributo di forze politiche diverse, può fare una riforma organica delle pensioni, allora la risposta probabilmente è no. Detto questo, ora dobbiamo riuscire a creare uno scivolo che non impatti in modo troppo pesante, poi quando ci sarà poi un governo politico nel 2023, auspicabilmente di centrodestra, allora si potrà anche fare una riforma organica del sistema”

Lo scontro tra governo e parti sociali per la riforma delle pensioni

Contributi
INPS (Getty Images)

Il governo che la Lega sostiene nasce per la gestione della ripresa e del Pnrr. I soldi arrivano dal Next Generation Eu, che vuol dire soldi per costruire l’Italia del futuro. Che senso quindi ha mandare in pensione le persone a poco più di 60 anni?

“Allora a questo proposito ho letto anche qualche stralcio dell’intervista dell’ex ministro Fornero dove parlava di un ipotetico conflitto generazionale. Io invece rilevo  l’opposto, nel senso che se noi facilitiamo l’uscita dei lavoratori, evidentemente poi si creeranno posti di lavoro che potranno essere riempiti  dai giovani”

È quello che diceva anche Salvini all’epoca dell’introduzione di Quota 100: “Tre assunzioni per ogni pensionato”.  Eppure, secondo i dati ufficiali,  in questi tre anni le assunzioni a fronte di ogni lavoratore in uscita sono state meno di una.

“È vero, però non bisogna scordare che durante il periodo di Quota 100 è arrivato il Covid e le aziende avevano ben altri problemi che non  quello di pensare ad assumere”

Tornando alle soluzioni sul tavolo, per quanto riguarda quota 102 e quota 104 rimarrà il divieto di cumulo?

“Vediamo cosa uscirà dal governo. Al momento è possibile, ma su questo voglio essere molto cauto e preferisco attendere l’esito delle trattative”

Come ultima domanda le chiedo un commento politico, secondo lei come si sta comportando Draghi nella trattativa con le parti sociali?

“Personalmente ho un enorme rispetto per le istanze delle parti sociali che mi sembrano assolutamente di buon senso, dopodiché Draghi è il Presidente del Consiglio di una coalizione vasta e con sensibilità molto diverse tra loro, quindi è giusto che ascolti le parti in causa,  ma che poi sia lui a trovare una sua sintesi con le forze politiche che sostengono la maggioranza”