Pensioni, Landini avverte: “Non sarà come per la Fornero, stavolta siamo pronti alla mobilitazione”

Dopo l’incontro avuto ieri con Draghi, i sindacati minacciano di tornare in piazza contro la riforma delle pensioni se non otterranno risposte soddisfacenti da parte del governo. Previsto per oggi pomeriggio un nuovo vertice.

Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini (foto Facebook Cgil)

Quello delle pensioni rischia di essere un esame più difficile del previsto per Draghi e la maggioranza che lo sostiene. La polemica relativa al superamento di Quota 100 infatti sta trovando un fronte d’opposizione molto eterogeneo che, seppur da posizioni differenti tra loro, ha come obiettivo comune quello di ostacolare il prolungamento dell’età pensionabile.

Non c’è solo la Lega infatti ad osteggiare la proposta, come anche ieri ha ribadito il segretario Matteo Salvini che, nonostante abbia dichiarato di non voler fare barricate, ha comunque insistito sul voler “salvare le pensioni degli italiani” ed evitare a tutti i costi un ritorno alla legge Fornero, proponendo anche dei correttivi a favore dei lavoratori fragili tramite l’allargamento dell’Ape sociale.

Anche il ministro del Lavoro Andrea Orlando ha voluto esprimersi sull’argomento, dichiarando che: “Occorre correggere le storture di Quota 100 favorendo i lavoratori delle Pmi, le donne e le carriere discontinue», lasciando intuire che il Pd lavorerà per cercare di confermare “opzione donna”.

Di tutt’altro calibro invece le dichiarazioni rilasciate da Maurizio Landini poche ore dopo l’incontro avuto ieri con Draghi: “Le nostre richieste su pensioni, fisco e riforma degli ammortizzatori sono note da tempo e se non otterremo risposte questa volta non intendiamo certo fare la figuraccia che abbiamo fatto ai tempi della legge Fornero: siamo pronti ad una grande mobilitazione”.

“Ho l’impressione – ha aggiunto il leader della Cgil – che in questo momento a palazzo Chigi siano più interessati a cercare un minimo di consenso con la politica che altro. Il pericolo è che Draghi discuta con noi mentre ha già un accordo fatto con la sua maggioranza, ma questo metodo ci ha stancato”.

Lo scontro con i sindacati sulla riforma delle pensioni

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Cgil, proposta riforma delle pensioni (Getty Images)

Parole inequivocabili che preludono il rischio di uno scontro tra governo e parti sociali.

Landini dopo aver dichiarato di essere determinato a portare a casa dei risultati sul fronte delle pensioni ha poi polemizzato ulteriormente con l’esecutivo, puntando il dito contro il lavoro precario definito “un fenomeno del quale nessuno sta più parlando”, e sottolineando come “in un clima di ripresa non è possibile che si facciano solo contratti a termine e di somministrazione”.

Dello stesso avviso il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, che tramite un post su Facebook ha dichiarato: “Il governo deve comprendere che non si può tornare alla Fornero. E non può eludere la drammatica questione generazionale, i giovani precari di oggi saranno i pensionati poverissimi di domani. La generazione degli anni ‘80 rischia di vedere una pensione misera a 75 anni. Giovani partite IVA pagati poco e male, precari con enormi buchi contributivi, lavoratori con stipendi bassissimi. Se si continua di questo passo, i giovani lavoratori poveri di questi anni diventeranno milioni di pensionati poveri. Un disastro di cui non ci si vuole occupare. Il governo deve comprendere che la situazione è insostenibile”.

Governo-sindacati ancora nulla di fatto, Draghi lascia l’incontro

covid draghi
Il premier Draghi (screenshot YouTube)

Clima teso anche al termine della riunione di questa sera tra il governo e i sindacati, durata due ore e mezza, e a cui ha partecipato anche il presidente del Consiglio, Mario Draghi (che ha lasciato l’incontro prima della sua conclusione). La manovra al centro del confronto, a quanto si apprende da fonti sindacali, non raccoglie il favore dei sindacati mentre sulle pensioni, come largamente atteso, il dialogo si è tradotto in una sorta di braccio di ferro.

Al centro il no di Cgil Cisl e Uil ad un ritorno alla legge Fornero seppure dilazionata negli anni; no dunque a quota 102 sì invece ad un pensionamento flessibile dai 62 anni di età con 20 anni di contribuzione minima. L’incontro dovrebbe aggiornarsi domani per approfondire con i ministri competenti alcuni aspetti specifici.